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L’Orchestra di Piazza Vittorio
chiude il Primo Piano Festival
Foto e Video

ANCONA - La formazione simbolo in musica di integrazione la sintesi perfetta della poetica della manifestazione che ha richiamato migliaia di persone. Spenti i riflettori, ora comincia la vera sfida della città verso il suo quartiere più multietnico
lunedì 17 Luglio 2017 - Ore 18:53
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Servizio fotografico e video di Giusy Marinelli

L’Orchestra di Piazza Vittorio, simbolo in musica dell’integrazione fra popoli e culture, esperimento, riuscito, nato per valorizzare il quartiere più multietnico di Roma, l’Esquilino, dove gli italiani sono una minoranza, chiude la prima edizione del Primo Piano Festival. Formazione non nuova alla città, che più volte l’ha ascoltata durante Adriatico Mediterraneo, nella location di piazza Ugo Bassi diventa la sintesi della poetica della manifestazione che per una settimana ha fatto guardare al Piano San Lazzaro con occhi diversi.

La sfida, ora, per la città, spenti i riflettori e senza i grandi eventi di richiamo, è non togliersi quegli occhiali che hanno fatto le vie del quartiere colorate e vivaci, luoghi da vivere, ma farne una visione ed un sentore permanente. Ad una settimana dall’apertura della manifestazione con la voce ed il messaggio di pace di Noa si è ripetuto il successo di pubblico per il travolgente concerto – organizzato come il primo in collaborazione con Ancona Jazz Summer Festival – dell’Orchesta di Piazza Vittorio.

 

La Selfie Soul Parade

A far risuonare le strade del quartiere sin dal pomeriggio, il Selfie Soul Pride, la parata di maschere e colori, ritratto delle comunità che popolano il Piano, con le loro usante ed i loro sogni, con le loro paure e le loro gioie.

Si è chiusa così la settimana di iniziative, dal dibattito pubblico alle presentazioni di libri, al racconto delle testimonianze di Medici senza frontiere agli spettacoli ed alla musica.

Un breve commento ieri sera (16 luglio) dal palco del sindaco Valeria Mancinelli per i saluti di rito prima di lasciare spazio alla musica.

(A. C.)

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