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Inchiesta sisma: la cena di Ceriscioli
con gli imprenditori edili
nelle intercettazioni del gip de L’Aquila

IL COMMENTO - Era il 7 ottobre e si parlò anche di terremoto. Emerge nelle carte dell'ordinanza di custodia cautelare per uno dei commensali, Mauro Lancia, legale rappresentante della Lancia srl, indagato per corruzione sulla ricostruzione in Abruzzo. L'imprenditore in una conversazione ascoltata dagli inquirenti: "Ci ha detto come funziona, tutte le opere pubbliche vengono appaltate da Roma. Tocca verificare, per evitare lo scandalo vergognoso de L’Aquila"
mercoledì 26 Luglio 2017 - Ore 20:24
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di Fabrizio Cambriani

Le cronache del sette ottobre scorso immortalavano il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli, in un camice bianco verginale, in visita alla Trevalli Cooperlat di Jesi. Regalava agli astanti, il sempre sorridente governatore, preziose stille di saggezza. Discorreva, infatti, di innovazione (un termine che in ogni dove conserva sempre il suo fascino) e prometteva alle aree interne – per capirci, quelle allora e per prime terremotate – ingenti risorse aggiuntive a non si sapeva bene cosa. Però, vivaddio, prometteva! In particolare agli addetti della filiera del latte.
Le vicissitudini della vita, tuttavia vollero che le cose andassero – ahimè per Ceriscioli – in direzione ostinata e contraria. Per una serie di circostanze del tutto indipendenti dalla sua immarcescibile volontà, numerosissime tra mucche e pecore (cioè i principali produttori di latte), perirono di freddo e di stenti, lassù, in quell’Appennino cinico e baro, che registrò, nell’inverno a venire, un rigido e gelido clima siberiano, come da decenni non accadeva.

Il governatore Luca Ceriscioli

I recentissimi resoconti giudiziari, ci raccontano che in quella medesima sera del 7 ottobre, Santa Maria Vergine del Rosario secondo il calendario gregoriano, Ceriscioli era ad un’importante cena e ivi assiso, assieme ad altri commensali, parlottava – sempre stando alle carte processuali – di terremoto. Uno degli invitati a quella “cena importante” era il cinquantanovenne Mauro Lancia, legale rappresentante della Lancia S.r.l. attualmente sottoposto ad ordinanza di custodia cautelare per il reato di corruzione dal Gip dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella. Questo reato è stato contestato a Lancia nell’ambito di una più vasta indagine sul post terremoto dell’Aquila. Per la precisione in quello che gli stessi inquirenti avrebbero definito come il “cantiere più grande d’Europa.” Essa inchiesta è stata condotta dal procuratore capo Michele Renzo e dalla Pm Antonietta Picardi. Pare che, a corredo delle pesanti accuse che riguardano tutta la più complessa vicenda, in cui sono coinvolti numerosi funzionari pubblici e appaltatori, gli investigatori abbiano portato come riscontro non solo le intercettazioni telefoniche, ma anche filmati e fotografie.

Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro

Che Ceriscioli quella sera avesse in agenda questa importante cena, a cui erano presenti pure altri imprenditori del settore edilizio, nella quale si parlava di terremoto, noialtri ne siamo venuti a conoscenza solo oggi, grazie appunto alle intercettazioni telefoniche che gli investigatori hanno effettuato e il Gip ha depositato agli atti. È lo stesso Lancia che – come risulta dalle carte – non sapendo di essere attenzionato, lo confida ad una sua amica.

Sostengono i bene informati che Mauro Lancia abbia ottime entrature nei ministeri, segnatamente in quello dei Beni Culturali. “Ho avuto la cena di cui ti parlavo. Ci ha detto come funziona, tutte le opere pubbliche vengono appaltate da Roma. Tocca verificare, le linee guida non sono chiare per evitare lo scandalo vergognoso de L’Aquila”. Con queste parole, infatti egli si rivolge, sempre al telefono, ad un alto funzionario del Ministero, informandolo sulla cena in questione. Ma soprattutto di queste indiscrezioni è convinto pure il Gip Gargarella che ha firmato la custodia cautelare ai domiciliari. Tanto da scrivere, nelle 183 pagine di ordinanza, che «Lancia ha entrature e agganci presso la Regione ed il Mibact delle Marche.”

Gli animali dei Sibillini durante la nevicata di questo inverno

Benché originario di Pergola, Lancia è diventato ormai un pesarese illustrissimo che frequenta il jet set cittadino e i giri che contano. La Lancia S.r.l. conta una ventina di dipendenti e, nel tempo si è specializzata realizzando, con estrema professionalità e perizia, importanti restauri nel campo delle opere d’arte. Le cronache – stavolta quelle mondane – ritraggono spesso Lancia accanto alla moglie, l’avvocata Monica Nicolini nei sontuosi ricevimenti, in specie quelli alla Boutique Ratti. Quelli che si officiano a latere del Rossini Opera Festival: un tripudio di collier d’oro e brillanti, assieme ad altri preziosissimi monili, sfoggiati su abbronzature da capogiro, dalla Pesaro che conta e che ci tiene pure a farlo sapere al mondo intero.
Gli annali pesaresi registrano, inoltre, come nel gennaio 2016 il giovane e rampante sindaco di Pesaro, nonché responsabile nazionale degli enti locali del Pd, Matteo Ricci (di concerto con l’amministrazione provinciale e la Regione Marche), pensò bene di nominare la di lui (di Lancia, ovviamente) signora nel consiglio di amministrazione della “Fondazione Pesaro Nuovo Cinema”. Una baracchetta che bene o male costa ai contribuenti marchigiani più di sessantamila euro l’anno. Essendo l’avvocata Nicolini particolarmente “attiva nelle espressioni di volontariato e di associazionismo culturale” (così come da comunicato stampa del Comune), il sindaco rottamatore, ne restò positivamente impressionato, tanto che, appunto, la scelse tra tantissime altre aspiranti.

Quanto però al volontariato, dal curriculum ufficiale, la professionista risulta essere solo “socia del Rotaract di Pesaro sino al raggiungimento della età massima consentita (absit iniuria) con il ruolo anche di vicepresidente. Attualmente però è socia del Rotary di Pesaro”.
Recentemente e da qui ho avuto modo di scrivere quale sia – a mio avviso – il vero motivo di scontro che agita le acque del Partito Democratico marchigiano e quindi più in generale tutta la governance regionale. Rispetto a questa mia convinzione non ho null’altro da aggiungere. Quello che invece mi piacerebbe sapere è se il governatore Ceriscioli abbia mai avuto una cena, importante come quella a cui ha partecipato il 7 ottobre scorso, assieme ad altri costruttori edili, come ci ha svelato l’inchiesta giudiziaria su Lancia, ma stavolta con gli allevatori ed i pecorai dei Sibillini in cui, parimenti, si sia parlato di terremoto. Nel frattempo e casomai si degnasse di rispondere al mio banale interrogativo, mi concedo un paio di settimane di meritatissime vacanze, aggiornando l’appuntamento con i lettori alla seconda metà di agosto.
Buone ferie a tutti…

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