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Si rifiuta di offrire una sigaretta:
30enne pestato dal branco

ANCONA - Il ragazzo è stato trovato dalla finanza a Palombina con il volto tumefatto. Ha raccontato di essere stato aggredito a Senigallia, non è chiaro come abbia fatto a tornare in città
giovedì 27 Luglio 2017 - Ore 18:46
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di Federica Serfilippi

Si rifiuta di offrire una sigaretta e viene pestato senza pietà dal branco. Dopo la zuffa, percorre più di 30 chilometri con una maschera di sangue sul volto e, alla fine, viene soccorso da una pattuglia della guardia di finanza. Sono stati i militari, durante un servizio di controllo del territorio, a trovarlo barcollante, con il volto tumefatto, a Palombina, vicino al ponte pedonale che collega via Flaminia con la vecchia stazione. Voleva andare a casa, ma è stato accompagnato immediatamente al pronto soccorso di Torrette da un’ambulanza della Croce Gialla, chiamata dagli uomini in divisa. «Sono stato aggredito a Senigallia da un gruppo composto da tre extracomunitari» avrebbe detto la vittima, un ragazzo di 30 anni. Il motivo? Uno dei più futili. Si sarebbe rifiutato di cedere una sigaretta a un componente della comitiva. Il giovane è entrato all’ospedale con un codice di media gravità dovuto alle ferite riportate in viso, all’altezza del naso, probabilmente rotto. Il 30enne è stato soccorso attorno all’una della notte appena trascorsa.

Era sul marciapiede della Flaminia che connette Collemarino a Palombina, vicino a un taxi. Quando i baschi verdi della guardia di finanza hanno visto cosa aveva in volto, hanno subito proceduto al controllo. È dal racconto del ragazzo che è emersa una storia di violenza e sangue. Prima si sarebbe limitato a dire di essere stato picchiato da tre stranieri, a Senigallia, dove proprio ieri è partito il Summer Jamboree. Poi, all’arrivo dell’ambulanza, avrebbe ampliato il discorso. La causa della lite passerebbe da una sigaretta non data. In tre l’avrebbero spinto, strattonato per poi colpirlo con pugni in faccia. Non è chiaro come, dopo la lite, possa essere arrivato verso Ancona, forse con il treno o un passaggio di fortuna. L’unica certezza è che solo a Palombina è stato fermato, identificato, medicato e trasferito al pronto soccorso per le cure del caso. La querela partirà solo su decisione della vittima.

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