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Il garante dei detenuti
in visita a Montacuto:
“Un carcere con criticità”

ANCONA - Dopo il suicidio del 33enne tunisino, stamattina Andrea Nobili ha inoltrato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria presso il Ministero della Giustizia un’informativa sulle difficoltà incontrate dagli agenti, sotto organico, e da chi vive in cella con disagio psicologico e psichiatrico
lunedì 31 Luglio 2017 - Ore 20:05
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Il garante dei diritti dei detenuti, Andrea Nobili

Visita all’istituto penitenziario di Montacuto da parte del Garante regionale dei diritti alla luce dell’ultimo suicidio del detenuto tunisino di 33 anni che si consumato ieri pomeriggio (leggi l’articolo). “Sono ancora in atto – sottolinea Nobili -le verifiche necessarie a stabilire la dinamica dei fatti. La situazione complessiva desta preoccupazione soprattutto in relazione alle carenze di organico che caratterizzano l’attività della polizia penitenziaria ed alla presenza di detenuti con problematiche di carattere psicologico e psichiatrico. Vanno sicuramente ottimizzate, inoltre, le risposte alle esigenze degli stessi detenuti”.

Una panoramica complessiva già evidenziata nel recente incontro promosso da Nobili con i rappresentanti della polizia penitenziaria, che avevano chiesto una maggiore attenzione sul versante della sorveglianza e della sicurezza. Il Garante ha già inoltrato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria presso il Ministero della Giustizia un’informativa sulle criticità che si stanno registrando nel carcere anconetano di Montacuto, chiedendo che vengano attivati tutti gli interventi necessari per un loro superamento.

“Ormai siamo arrivati al 66/mo morto dall’inizio dell’anno, 31 dei quali per suicidio”, spiega il segretario generale dell’ Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp) Leo Beneduci e l’ultimo caso “accade in un Istituto dove oltre alla carenza d’organico della polizia penitenziaria, pari a circa 60 unità, sono ristretti molti detenuti con problemi psichiatrici e con altri particolari problemi di salute”. Anche il Garante nazionale per i diritti delle persone detenute rinnova la sua preoccupazione. “Dal 25 al 30 luglio sono stati 4 i detenuti che si sono tolti la vita, a Parma, Reggio Emilia, Roma e Ancona”. I dati del Garante, che tengono conto anche di un caso di una persona che era in esecuzione penale esterna, indicano in 32 i detenuti che si sono suicidati.

 

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