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Pesca del tonno rosso,
ricercatori Univpm
a salvaguardia della specie

PROGRAMMA - Per due mesi gli osservatori nazionali formati dalla Politecnica hanno seguito le fasi di cattura degli esemplari, verificando il rispetto delle normative europee. Non solo controllo, ma anche studio. Elaborata una nuova equazione per salvare i grandi pelagici dell'estinzione
lunedì 7 agosto 2017 - Ore 20:26
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Gli osservatori al lavoro per la misurazione degli esemplari catturati

 

Oliana Carnevali, del Dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, coordinatrice dei ricercatori

 

A bordo dei pescherecci e all’interno delle tonnare, solcando i mari d’Italia, a monitorare minuto dopo minuto la pesca del tonno rosso a salvaguardia della specie. Sono i biologi-osservatori formati dall’Università Politecnica delle Marche per la verifica del rispetto delle norme europee sulla cattura di questa specie in via di estinzione e la campagna a sostegno della pesca sostenibile e responsabile. Controllori attenti, ma anche studiosi arrivati ad elaborare una nuova equazione utile alla pesca di questi esemplari.

È il programma nato da un accordo biennale nazionale siglato dalla Politecnica con il ministero per le Politiche Agricole ed in collaborazione con Cofrepeche (Fr) e Oceanis Srl (It). Una settimana di formazione intensiva ad Ancona, alla Politecnica, per il gruppo coordinato dalla professoressa Oliana Carnevali del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente e poi due mesi a bordo dei pescherecci o all’interno delle tonnare a controllare che le leggi non siano violate e a studiare le modalità di riproduzione dei grandi pelagici (tonno rosso e pesce spada).

«L’obiettivo del programma è duplice – spiega Carnevali -: il primo riguarda la verifica del rispetto delle quote di tonno rosso pescato, regolamentate in maniera stretta dall’Unione europea per ogni Paese. Il secondo: è studiare le modalità riproduttive di questi pesci anche per salvarli dall’estinzione. Gli osservatori nazionali, tutti biologi, vengono tutti formati ad Ancona e poi vanno sul campo da inizio maggio a metà luglio. Il lavoro dei nostri ricercatori – prosegue – consiste nel misurare peso e lunghezza degli esemplari catturati, verificare che rispettino gli standard minimi imposti dall’Europa, nonché le quote di pesca previste, stilando dei report giornalieri. Ancora, per i tonni catturati vivi e destinati all’ingrasso – continua la docente -, i ricercatori scortano gli esemplari a Malta, in Croazia ed in Spagna, nei luoghi destinati a questa attività».

Nei due mesi passati in mare nessuna violazione è stata registrata dagli esperti che non si sono limitati al ruolo di severi controllori, ma si sono dedicati ad un’intesa fase di studio della specie, in particolare del ciclo riproduttivo, giungendo ad una scoperta. L’elaborazione di una nuova equazione che partendo dalla lunghezza permette una migliore valutazione del peso del tonno rosso utile alla stima dei quantitativi pescati. «Un’attività scientifica finalizzata a proteggere la specie e garantirne la sopravvivenza – riprende Carnevali -, ma anche a migliorare le conoscenze sulla loro biologia riproduttiva di base. Non è ancora chiara infatti l’età riproduttiva di questa specie. Attraverso le analisi in corso si potranno dare indicazioni sempre più precise sulla taglia di prima maturità sessuale per meglio salvaguardare gli esemplari».

(A. C.)

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