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Pericolo “Tritone” davanti Porto Recanati,
l’allarme del Parco del Conero:
“Partita del rigassificatore ancora aperta”

AMBIENTE - Secondo il presidente Stacchiotti, l'istanza presentata dalla società contro il ricorso al Ministero dell'Ambiente evidenzia un vivo interesse alla realizzazione del progetto, abbandonato nel 2012
lunedì 28 Agosto 2017 - Ore 17:51
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Gilberto Stacchiotti

 

«L’ipotesi rigassificatore Tritone si riaffaccia sul mare Adriatico, in particolare al largo di Porto Recanati. Torna così a galla una vicenda che nella seconda metà del 2012 molto ha fatto discutere la politica e l’opinione pubblica della costa e che sembrava chiusa dopo la scelta della GdF Suez di congelare il progetto.  A sollevare dubbi sul fatto che la partita non sia definitivamente chiusa è Gilberto Stacchiotti, presidente Ente Parco del Conero: «Il 29 novembre 2012 – ricorda –  è l’autorevole Sole24ore seppure con un malcelato disappunto a dare la notizia che “Gas de France Suez “congela” – anche se il congelamento suona più come un’archiviazione – il progetto del rigassificatore Tritone al largo di Porto Recanati nelle Marche. Un altro investitore straniero che desiste, un altro grande progetto infrastrutturale ed economico di fatto cancellato. Anche se dopo quattro anni di dedali autorizzativi è la crisi del mercato energetico a suggerire lo stop al presidente Giuseppe Gatti, più che la dura opposizione da sempre espressa da comunità e istituzioni locali, in nome della tutela ambientale». E invece in questa primavera 2017 l’affare rigassificatore torna d’attualità e ricompatta il fronte di quanti allora hanno espresso con forte determinazione la loro opposizione al progetto, secondo Stacchiotti ad evidenziarlo è un’istanza presentata dalla società che ne manifesta l’interesse ancora vivo.

La costa di Porto Recanati

«Tecnicamente è un’istanza ai fini della dichiarazione della persistenza dell’interesse al ricorso n. 3320/2011 avverso il Ministero dell’Ambiente avente ad oggetto la richiesta di annullamento del decreto con il quale il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni ed Attività Culturali, in data 21 gennaio 2011 ha ritenuto “la compatibilità ambientale relativamente al progetto presentato dalla società Tritone Gnl S.p.A. (subentrata alla Società Gdf Suez S.A.) alla realizzazione di un “terminale offshore di rigassificazione Gnl localizzato al largo delle coste della regione Marche antistante il Comune di Porto Recanati”. Però il solo fatto che la lunga vicenda continui a nutrirsi di atti formali è una questione che ancora lascia preoccupati circa la definitiva risoluzione della questione come aveva a suo tempo dichiarato lo stesso proponente». Stacchiotti invita a rimanere vigili e chiarire che le posizioni allora espresse dal territorio restano fortemente contrarie al progetto. «Ribadiamo le stesse posizioni critiche rispetto ad un Ministero ambiente che sei anni fa ha dichiarato compatibile quella struttura con la tutela dell’ambiente e le norme di salvaguardia del mare. Allora sarà pure un aspetto tecnico-giuridico ma anche in questa occasione una cosa è certa: l’interesse su questa battaglia persiste. E l’Ente parco rinnova il suo impegno a fianco dei sindaci della costa che pure si mostrano compatti contro il rigassificatore puntando invece alla difesa dell’ambiente e delle proprie comunità. La volontà di 8 amministrazioni (Ancona, Sirolo, Numana, Camerano, Loreto, Castelfidardo, Recanati, Potenza Picena) che pure hanno il sostegno di Legambiente dovrà pur contare qualcosa in questa vicenda o vale soltanto la posizione del comune di Porto Recanati la cui disponibilità al progetto continua ad essere sempre più incomprensibile?»

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