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Sequestrata dal compagno
nella casa occupata:
«Rinchiusa e costretta al Ramadan»

ANCONA – La 42enne di Roma ha testimoniato oggi davanti al giudice, raccontando i soprusi che avrebbe subito dal 28enne tunisino. I due avevano trovato ospitalità negli uffici regionali occupati di via Cialdini
martedì 3 Ottobre 2017 - Ore 17:09
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Tribunale di Ancona

di Federica Serfilippi

«Potevo rimanere segregata in una stanza anche per tre giorni. Decideva tutto lui e quando facevo qualcosa che non andava bene, erano botte. Mi ha anche costretto a rispettare il Ramadan, pur essendo cattolica». Sono le parole pronunciate oggi davanti al giudice da una 42enne romana, vittima del suo ex compagno, un tunisino di 28 anni. L’uomo, di religione islamica, è finito sul banco degli imputati per lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. Gli episodi si sarebbero verificati tra l’aprile e il luglio 2015 a Casa de Nialtri, dove la coppia aveva trovato ospitalità, dividendo l’edificio di via Cialdini con altre persone. «Dopo l’inizio della nostra relazione – ha raccontato la donna – siamo stati un periodo in albergo, poi ci siamo spostati nello stabile che aveva trovato il mio compagno». È qui che sarebbero sorti i primi problemi: «All’inizio erano solo imposizioni verbali. Ad esempio, non potevo neanche essere libera di stare i piedi su un autobus. Se lui diceva che dovevo sedermi, dovevo farlo. Le poche volte che mi spostavo per la città, mi seguiva sempre. Era sotto il suo controllo, come quando mi ha imposto i precetti del Ramadan». In un secondo momento, le lesioni e il presunto sequestro. «Non mi insultava, ma alzava le mani. In un’occasione, solo per avergli chiesto il telefono, mi ha attaccato al muro e colpito con una testata». E ancora: «Potevo stare anche tre giorni chiusa nella stanza dello stabile, dove non c’era neanche un bagno. Lui aveva comprato un lucchetto appositamente per rinchiudermi». Il tunisino, dopo un periodo passato in carcere a seguito di un arresto per rapina, è ora ai domiciliari. Difeso dagli avvocati Laura Antonelli e Paolo Tartuferi, ha sempre rigettato le accuse, sostenendo di aver lasciato libera la donna durante la frequentazione e di non aver intrapreso con lei una relazione d’amore. Sentenza il 14 novembre.

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