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Gli Ordini degli avvocati marchigiani:
«Con la nuova riforma il tribunale di Ancona
rischia di andare in tilt»

GIUSTIZIA - Se il nuovo decreto legge, attualmente in discussione al Senato, dovesse essere approvato, i palazzi di giustizia con pianta organica al di sotto dei 30 magistrati perderebbero la competenza in materia fallimentare
sabato 7 Ottobre 2017 - Ore 16:57
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tribunale di Ancona

«Se il DDL 2681 sulla riforma della giustizia fallimentare sarà convertito in legge, le ricadute negative saranno notevoli, soprattutto per il tribunale dorico». A lanciare un grido di allarme è parte dai presidenti dei consigli degli Ordini degli avvocati dei sei tribunali marchigiani riuniti nell’Unione delle Curie. In caso di approvazione del decreto legge, attualmente discusso in Senato, i palazzi di giustizia con pianta organica al di sotto dei 30 magistrati perderebbero la competenza sia in materia fallimentare che nelle cause civili e penali connesse. Nelle Marche accadrebbe che tutte le procedure e cause fallimentari dei tribunali di Pesaro, Urbino, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno verrebbero spostate ad Ancona, se non addirittura a Bologna, con effetti negativi non solo per i professionisti ma soprattutto per i cittadini. «Il pericolo – denunciano i presidenti degli Ordini degli avvocati – è l’ingolfamento totale del tribunale di Ancona, aggravio dei costi per i cittadini che già vivono una situazione di disagio avendo a che fare con un Tribunale fallimentare, con danno per le diverse categorie di professionisti, che si occupano della materia fallimentare».

«Le ricadute negative – ha detto Francesca Palma, presidente dell’Unione delle Curie – sarebbero enormi perché la proposta di legge, se approvata, appesantirebbe ulteriormente il carico di lavoro delle sedi principali, che sono già messe a dura prova dagli effetti della revisione giudiziaria del 2012». Le fa eco Serenella Bachiocco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Ancona. «La pianta organica del personale amministrativo, anche se potenziata, non sarebbe comunque sufficiente a sostenere l’enorme mole di lavoro supplementare che ricadrebbe sulla sede di Ancona». Infine c’è in ballo il tema della costituzione solo presso le Camere di Commercio degli organismi che assistono il debitore nelle procedure di composizione assistita della crisi. Nelle Marche, a seguito dell’accorpamento in un’unica Camera regionale di Ancona, vi sarebbe anche in questo caso un solo organismo con sede nel capoluogo dorico.

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