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«Passi troppo tempo su Facebook»:
picchia la moglie e finisce a processo

ANCONA - L’uomo, un filippino di 39 anni, è sul banco degli imputati per maltrattamenti, lesioni personali e violenza sessuale. Avrebbe alzato le mani sulla moglie incolpandola di preferire internet alla ricerca di un’occupazione per mantenere la famiglia
giovedì 12 ottobre 2017 - Ore 17:49
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Foto d’archivio

L’avrebbe picchiata per le troppe ore passate su internet: a giudizio un filippino di 39 anni accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale. Vittima dei presunti abusi dell’uomo è la sua ormai ex moglie, una connazionale di 38 anni, incolpata dall’uomo di non provvedere all’economia domestica. Oltre al processo che la vede parte civile, la donna deve fare i conti con un’altra tragedia personale, connessa soprattutto alla precaria condizione economica in cui si è trovata a seguito della vicenda finita in tribunale: i servizi sociali le hanno temporaneamente tolto l’affido della figlia minore, attualmente assegnata a un’altra famiglia. L’incubo della filippina, raccontato oggi in aula, è iniziato nell’ottobre 2012, quando aveva raggiunto ad Ancona il marito, arrivato in Italia 5 anni prima di lei. «Non fai niente, sei una poco di buono che non riesce a trovare lavoro» le avrebbe rimproverato lui, insultandola e picchiandola per il troppo tempo passato su Facebook. Il presunto utilizzo smisurato del web non sarebbe stato affatto digerito dall’imputato che avrebbe visto in malo modo  la frequentazione dalla moglie del social network. In più, internet avrebbe distratto la donna dalla ricerca di un’occupazione. Molti episodi di violenza, secondo la procura, si sarebbero svolti sotto gli occhi della loro bimba. In un’occasione, l’uomo avrebbe anche abusato sessualmente della 38enne. Lei era riuscita a denunciare i fatti dopo il febbraio 2014 e l’ennesimo episodio in cui sarebbe stata al centro di botte e insulti, derivati anche dal vizio alcolico dell’ex marito. Dopo la querela, la donna era stata trasferita in una struttura protetta insieme alla figlia. Ora, le loro strade si sono separate. Per la difesa, gli episodi contestati sarebbero stati dei semplici battibecchi coniugali, dove anche la 38enne avrebbe alzato le mani sul marito.

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