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Smog: primi iscritti
nel registro degli indagati
Ancora due mesi di analisi

ANCONA – L'Arpam ha consegnato i primi risultati dei monitoraggi della qualità dell'aria di piazza Cavour disposti dalla procura. La centralina mobile resterà fino al termine dell'anno, per completare i 12 mesi di campionamenti
sabato 21 Ottobre 2017 - Ore 15:43
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La centralina mobile Arpam “posteggiata” da dicembre 2016 in piazza Cavour

 

di Giampaolo Milzi

Primi iscritti nel registro degli indagati, primo esito delle indagini dell’Arpam a disposizione della procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta il cui principale braccio strumentale è la centralina mobile di monitoraggio della qualità dell’aria itinerante da metà dicembre 2016 nell’area di piazza Cavour. Sito attenzionato nell’ambito di una strategia inquirente volta a verificare ciò che non è stato fatto per misurare e contenere il fenomeno dell’inquinamento, soprattutto quello atmosferico, in tutto il territorio comunale. Un’inchiesta lunga, giunta circa a tre quarti del suo percorso. Scattata a seguito di un mega esposto di circa 50 persone, tra residenti e professionisti che per esigenze abitative o lavorative trascorrono tante ore delle loro giornate a strettissimo margine coi confini della più grande piazza della città. Esposto nel quale si ipotizzano illeciti da parte delle istituzioni competenti in materia di salute pubblica e inquinamento (forse il Comune di Ancona, competente di sicuro la Regione Marche). Quali possibili Illeciti? Violazione di una serie di normative regionali e nazionali e di direttive UE che prescrivono i metodi dei monitoraggi e le misure da adottare nel caso in cui diano esiti positivi, e quindi “neri” in materia di smog. Un esposto che contiene un’aperta critica alle politiche (o mancanza di politiche) in materia di inquinamento soprattutto delle attuali amministrazioni comunale e regionale. E che punta il dito contro la decisione, adottata “in combutta” da Regione e Comune nel 2012, di spegnere le quattro centraline fisse di monitoraggio aria di via Bocconi, porto, via Conca e piazza Roma, e di mantenere operativa solo la cabina del parco della Cittadella, proprio in una delle zone più verdi e salubri della città. Una decisione, secondo uno dei portavoce della denuncia-protestataria, “che si rileva una presa in giro di tutti i cittadini, a tutela dei quali siamo scesi in campo”.

La centralina Arpam della Cittadella, l’unica stazione funzionante della città

Un’inchiesta blindata, quella condotta dal sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Gubinelli, che si avvale di alcuni tecnici dell’Arpam operativi come agenti di polizia giudiziaria, i quali pare abbiano anche sentito soggetti “in qualità di persone informate sui fatti”. Un atto dovuto, puramente formale, l’iscrizione dei primi nomi nel registro degli indagati, non smentito dal pm, ma avvalorato da autorevoli fonti. Il pm si limita a confermare l’importanza e la complessità del procedimento penale e la prosecuzione dei rilievi del laboratorio mobile Arpam in piazza Cavour almeno fino alla fine di quest’anno. Un’inchiesta blindata anche da parte Arpam, a cominciare dalla direzione del dipartimento Ancona. Bocche cucite, ma consapovelezza, all’Arpam, che i tecnici del settore “Qualità dell’aria e inquinamento atmosferico” in questi oltre dieci mesi di accertamenti hanno lavorato sodo, in modo certosino, a caccia delle dannosissime micro particelle di PM10 (le famigerate polveri sottili), di PM2 (ancora più microscopiche), di ossido di carbonio e ossido di azoto, di benzene. E cioè dei composti prodotti in genere dai gas di scarico frutto dei processi di combustione di veicoli a motore e impianti di riscaldamento. Top secret anche il primo report Arpam sul tavolo del pm. L’esito possibile? Una criticità quanto meno media a piazza Cavour e vie limitrofe, certo meno critica di quella che caratterizza le zone dell’asse nord-sud, Torrette, o porto. E comunque un’immagine piuttosto vera e rappresentativa di cosa, e in che quantità, respirano in diverse fasi stagionali, assieme all’ossigeno, i cittadini di tutta Ancona. In alternativa al quadro affatto attendibile disegnato dall’unica centralina attiva, quella della Cittadella, in quanto inserita nel polmone verde di un parco e ad una quota pre-collinare, alta rispetto al generale tessuto urbano, più esposta ai venti che disperdono i composti chimici nocivi. Rilievi ordinari solo alla Cittadella? Un paradosso, una beffa. Anche secondo la mozione, presentata l’anno scorso dal Movimento 5 Stelle e bocciata dal Consiglio comunale, in cui si auspicava la riaccensione delle altre quattro centraline spente. E ora c’è chi, come il pentastellato Andrea Quattrini, accusa l’Amministrazione comunale di “disinteresse di fatto a misurare la qualità dell’aria che respiriamo”, a fronte della a dir poco striminzita risposta, alla sua interrogazione, fornita il 18 ottobre dalla sindaca Mancinelli in Consiglio Comunale: ad Ancona la Regione attiverà una seconda centralina, ma non si sa né dove né quando; silenzio sull’ipotesi di una terza al porto.

La centralina mobile dell’Arpam in piazza Cavour

Tornando all’acchiappasmog tecnologico mobile di piazza Cavour, il sito dominato dalla statua del conte Camillo Benso è stato scelto da procura e Arpam proprio perché, a differenza di quello della Cittadella, è caratterizzato da intensissimi flussi di traffico veicolare e da forte antropizzazione (residenzialità privata, uffici, attività commerciali) e quindi da moltissimi sistemi di condizionamento e riscaldamento dell’aria inquinanti. Oltre che dalla presenza sui quattro lati della piazza di punti di fermata da transito, di soste da capolinea e tecniche di bus (linee urbane ed extraurbane). Come segnalato nell’esposto, che stigmatizza tra l’altro come mesi fa “due capolinea siano stati spostati solo di pochi metri verso il Palazzo Comunale, operazione beffa anche questa”. Ma, soprattutto, piazza Cavour indicativa cartina di tornasole del livello di smog cittadino, e di inquinamento acustico, proprio perché in pieno centro e bassa quota. E perché l’esposto che ha dato “il la” al procedimento penale si è concretizzato dopo mesi di indagini private proprio “sul campo piazza Cavour”. Nella denuncia sono confluiti documenti, relazioni con dati (tra le fonti Legambiente e medici specialisti in malattie respiratorie), e perfino materiale audio, video e fotografico, con tanto di scatti e registrazioni che proverebbero una situazione di contaminazione atmosferica preoccupante anche perché fuori controllo. Un esempio? Mini-filmini che certificherebbero, tra l’altro, come alcuni conducenti di autobus manterrebbero accesi i motori dei loro mezzi – per molti, troppi minuti – anche durante le fasi di stazionamento e sosta tecnica, in violazione dell’art. 157 del Codice della strada. Il tutto avvalorerebbe quel giudizio di “criticità quanto meno media” sul primo esito dei monitoraggi inviati dall’Arpam al pm (espresso da un esperto in materia di cui manteniamo l’anonimato) rispetto a concentrazioni nell’aria di sostanze inquinanti in quantità e per periodi più elevati di quelli posti come limite di sicurezza dalle normative. Le soglie di PM10, ad esempio, fissate come insuperabili dalle direttive europee, sono di 50 microgrammi di concentrazione per metro cubo d’aria e di 35 superamenti nell’arco di un anno.

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