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Sisma, un anno dopo
L’assessore Pascucci: «Ricostruzione
tra grandi difficoltà»

FABRIANO - Venerdì la posa della prima pietra della nuova materna Don Petruio. Duecento gli edifici colpiti gravemente dalle scosse di un anno fa. La sicurezza delle 14 scuole sono la priorità per l'assessore ai lavori pubblici: due istituti dovranno essere ristrutturati con i fondi del prossimo bilancio 2018
giovedì 26 Ottobre 2017 - Ore 19:44
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L'area della scuola materna Don Petruio

L’area della scuola materna Don Petruio

Cristiano Pascucci

di Sara Bonfili

A un anno dal terremoto che ha colpito Marche e Umbria ad ottobre 2016, l’emergenza in alcuni centri dell’Appennino, dove la neve ha fatto la sua comparsa, non è stata ancora risolta. A Fabriano la ricostruzione leggera è iniziata. «Sì, ma con grandi difficoltà» afferma l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Cristiano Pascucci. Nessuna SAE è stata richiesta, 3.700 sono state in totale le domande di sopralluogo da consegnare entro gennaio 2017, di cui 80 ancora da evadere, 200 circa le abitazioni con danni gravi con schede AeDES con esito E e una inagibile F nella frazione di Albacina. Dati alla mano, l’assessore parla di una situazione migliore di tanti altri comuni all’interno del cratere ma denuncia le lungaggini burocratiche per i continui passaggi da uffici tecnici a ufficio sisma, per l’affastellarsi di normative, per la pratica che prevede la possibilità che schede diverse (Fast e AeDes per cui sono accreditate squadre tecniche diverse) si succedano per la stessa struttura con esiti diversi. In teoria le procedure sono certe, in pratica si dilungano «con sopralluoghi ripetuti da tecnici pubblici e privati, cambiamenti di lavori rispetto a quanto preventivato e di conseguenza di rimborsi, blocchi dei lavori quando si riscontrino anomalie o abusi edilizi parzialmente condonati. E’ successo anche questo».

«Ci sono ancora diverse famiglie ospitate in albergo, che hanno diritto al CAS e hanno situazioni particolari, per cui si è interessato anche l’ufficio servizi sociali e il sindaco ha fatto un appello alla cittadinanza. Altre si sono sistemate, nel tempo, ma quello che ci interessa ora è la ricostruzione leggera». Domani verrà posata la prima pietra della scuola Materna Don Petruio, abbattuta a seguito del sisma, poiché non era possibile adeguarla, e finanziata con 1 milone di euro dei fondi del terremoto. «Si tratta della prima scuola ricostruita in tutta l’area del cratere interamente finanziata con fondi pubblici – conferma Pascucci. – Si sarebbe dovuto inaugurarla per l’inzio dell’anno scolastico 2017-18, e quindi siamo in ritardo, ma il ritardo è minimo se pensiamo ai tempi della ricostruzione». L’iter per ricevere i contributi per la ricostruzione è stato attivato per altre strutture: «Palazzo Molajoli e Palazzo Chiavelli, nel centro storico, per cui sono richiesti lavori di riparazione, la Scuola Giovanni Paolo II, per cui si stanno facendo le verifiche di vulnerabilità sismica con fondi comunali, la Scuola Elementare della frazione di Marischio, per cui è stato messo in sicurezza un balcone pericolante», spiega Pascucci.

Punto dolente, l’indice di vulnerabilità sismica, che indica il rapporto tra la resistenza offerta dalla costruzione reale e quella offerta dal fabbricato “ideale” che dovrebbe sottostare alla normativa NTC 2008.  Secondo calcoli matematici  questo fabbricato “ideale” garantirebbe «lo stato limite di salvaguardia della vita» al verificarsi di un terremoto di una certa portata, che «sempre secondo la statistica si verifica ogni 470 anni,  un sisma tipo quello che ha colpito l’Aquila nel 2009». Indice che tiene conto di tanti fattori e che quindi, pur se positivo se maggiore di 1, non è sinonimo da solo di “sicurezza”.

L’area della scuola materna Don Petruio

Nella fattispecie, per molte scuole fabrianesi questo indice di vulnerabilià non è mai stato calcolato, oppure esiste per alcune ale e per altre porzioni di fabbricato no. «Per noi incorre l’obbligo di realizzare le verifiche di vulnerabilità, e lo stiamo facendo ad esempio per l’Asilo Petrarca».  Le informazioni erano state date in un’assemblea con presidi e genitori lo scorso settembre. Qual è quindi la situazione delle scuole?

«La legge che interessa le scuole è l’ordinanza del Commissario per la Ricostruzione n.14 del 16 gennaio 2017. Ci sono 14 scuole, compresa la nuova Don Petruio; le scuole costruite dopo il 1984, secondo la normativa non hanno bisogno delle prove di vulnerabilità, come la scuola Gentile e la Aldo Moro. La scuola di Santa Maria, invece ha una parte nuova e una vecchia, mentre per le Collodi sono già stati fatti adeguamenti sismici».

L’area della scuola materna Don Petruio

L’assessore conclude tornando al suo impegno preso con la cittadinanza, quello di adeguare le scuole alle normative di sicurezza, prima di tutto: «Abbiamo intenzione di ritrutturare nel 2018 con fondi di bilancio due scuole, che hanno bisogno di lavori per noi indispensabili». La novità di quest’amministrazione rispetto alla precedente sarebbe la messa a sistema di tutti questi dati, nel «data base geografico Map Gentile, che utilizziamo come strumento di pianificazione degli interventi ma è utile per accorpare le infomazioni che erano sparse tra gli uffici e che così saranno a disposizione quando si dovesse intervenire».

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