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«Quel figlio non è mio, devi abortire»,
condannato marito violento

ANCONA - Il giudice ha inflitto all'uomo, un albanese di 35 anni, una pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, perpetrati tra il 2009 e il 2013, anno della denuncia sporta dalla vittima
giovedì 2 Novembre 2017 - Ore 17:59
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Foto d’archivio

 

L’avrebbe picchiata per anni, spinto da una folle gelosia provata nei confronti dell’ex moglie: albanese 35enne condannato a scontare 2 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’imputato, secondo quanto emerso in udienza, avrebbe anche costretto la moglie ad abortire, pensando che il figlio che portava in grembo non fosse il suo. «Mi hai tradito con un altro uomo» le avrebbe detto, spingendola a interrompere la gravidanza poco prima che la relazione finisse. La sentenza è stata emessa questa mattina dal giudice Alberto Pallucchini. I fatti si sono svolti ad Ancona, tra il 2009 e il 2013, anche se la condotta intimidatoria dell’uomo nei confronti della donna, una connazionale dell’imputato, sarebbe poi continuata. Pochi giorni fa, lui l’avrebbe agganciata nel bar dove lavora, scattandosi dei selfie con la sua nuova compagna. Nella foto, il 35enne avrebbe compreso appositamente anche l’ex. Un modo, forse, per intimidirla. Da quanto emerso, i maltrattamenti subiti potevano accadere ogni settimana, incrementati dal presunto vizio alcolico dello straniero. Futili i motivi, anche se la causa principale sarebbe scaturita dalla gelosia dell’uomo. Dopo anni di soprusi, la donna era riuscita a denunciare tutto ai carabinieri, ritrovando rifugio in una comunità protetta. L’uomo, una volta allontanato di casa dopo un provvedimento restrittivo emesso dal tribunale, si sarebbe anche furtivamente introdotto nell’appartamento dell’ex. Era luglio 2013. Era stato il fratello di lei ad evitare che il 35enne la picchiasse, mettendosi in mezzo ai due. La donna era riuscita a scappare per le scale, rifugiandosi in una profumeria. L’ex, come una furia, aveva addirittura spaccato il vetro del portone del palazzo dove abitava la donna e poi anche un finestrino dell’auto dei carabinieri, intervenuti sul posto per sedare la situazione. Allora, il 35enne era finito in arresto.

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