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Rete museale dei Sibillini,
personale al lavoro
nel Museo Archeologico

JESI - Un ulteriore sostegno alle popolazioni colpite dal sisma arriva da Jesi: da dicembre a Palazzo Pianetti saranno disponibili video e depliant che promuoveranno i siti culturali ancora fruibili nelle zone del terremoto. La città di Federico II potrà inoltre ospitare alcune delle opere presenti nei musei danneggiati dal terremoto
venerdì 10 Novembre 2017 - Ore 10:16
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La pinacoteca di Jesi a Palazzo Pianetti

Il nuovo Museo Archeologico di Jesi, che sarà inaugurato tra un mese nelle scuderie di Palazzo Pianetti, si avvarrà anche di personale della Rete museale dei Sibillini, grazie ad un accordo di solidarietà in nome della cultura che il Comune ha inteso sottoscrivere per dare un ulteriore sostegno alle popolazioni colpite dal sisma. “In sostanza dal giorno dell’inaugurazione e almeno fino al termine del 2019 al Museo Archeologico, o anche in una delle altre due sezioni museali di Palazzo Pianetti, la Pinacoteca civica e la Galleria d’Arte Contemporanea, saranno presenti operatori culturali che lavoravano nei più importanti musei nella zona del cratere chiusi per danneggiamenti. – annuncia una nota stampa del Comune di Jesi – Non solo, l’accordo – che si inquadra nell’ambito della campagna “Adotta un Museo” di Icom Italia, la principale associazione professionale del settore museale – prevede altre importanti azioni. Innanzitutto, fin da dicembre a Palazzo Pianetti saranno disponibili video e depliant che promuoveranno i siti culturali ancora fruibili nelle zone del terremoto. Successivamente, poi, Jesi potrà ospitare alcune delle opere presenti nei musei danneggiati dal sisma, e dunque chiusi, attraverso legami di reciproca promozione che punteranno tra l’altro ad una generale valorizzazione di tutti i beni culturali della Rete Museale dei Sibillini che vanno dal sito archeologico di Monte Rinaldo che ospita un santuario ellenistico alla Pinacoteca di Montefortino. In estate saranno poi organizzate dalla Pinacoteca civica iniziative culturali nelle zone colpite dal sisma con il coinvolgimento di famiglie di Jesi e della Vallesina attraverso laboratori e visite guidate”. Grazie alla scelta del Comune di Jesi insomma continuerà a vivere una parte dell’offerta culturale delle zone terremotate, così da permettere a quelle strutture museali di mantenere in qualche modo una propria attività e non cadere così nel dimenticatoio dovuto al lungo periodo della ricostruzione post-sisma.

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