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Il litigio, poi il raptus:
Graziella uccisa a colpi in testa
Il figlio sotto choc: «Non volevo»

SENIGALLIA – Da questa notte, il 45enne Gianluca Barucca si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario commesso nei confronti della madre. I due vivevano insieme nell’appartamento di via Brandani dove l’uomo si era trasferito dopo la separazione dalla moglie. Ancora ignoti i motivi dell’aggressione. Domani autopsia sul corpo della vittima
venerdì 17 Novembre 2017 - Ore 16:00
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I carabinieri in via Brandani a Senigallia sul posto dell’omicidio

 

Avrebbe vegliato il cadavere della madre per oltre 12 ore dopo averla colpita alla testa con un oggetto contundente. Sarebbe rimasto accanto a lei ancora a lungo se non fossero intervenuti i carabinieri della Compagnia di Senigallia a casa della vittima, la 73enne Graziella Pasquinelli, titolare con il figlio del negozio Barucca Calzature, in via Gherardi, in pieno centro storico. L’anziana è stata trovata senza vita vicino alla porta di casa, in una pozza di sangue e con una profonda ferita all’altezza della nuca. Possibile, quindi, che possa essere stata colpita da dietro.  Per lei, i soccorsi attivati attorno alle 21 in via Brandani, a Cesenella, sono stati tutti inutili. Il decesso della donna, secondo un primo accertamento svolto dal medico legale intervenuto sul posto, risalirebbe alle 9 di giovedì mattina. È attorno a quell’ora che il 45enne Gianluca Barucca avrebbe colpito a morte la madre al culmine di un litigio. Quando i militari gli hanno chiesto cosa fosse successo, avrebbe sussurrato in maniera confusa: «Non volevo, non volevo». Lo choc del commerciante è durato per tutta la notte, all’interno della caserma dove è stato ascoltato dai militari guidati dal comandante Cleto Bucci.

Gianluca Barucca

Non sarebbe riuscito a ricostruire in maniera lucida quanto accaduto prima del blitz dei carabinieri. Neanche una parola sul movente che l’avrebbero spinto, secondo l’ipotesi accusatoria, ad accanirsi contro la madre da cui era tornato  a vivere dopo la separazione dalla coniuge. Nonostante lo stato di estrema confusione, per l’uomo è stato disposto il fermo con l’accusa di omicidio volontario. Da alcune ore si trova recluso nel carcere di Montacuto. Ancora da fissare l’interrogatorio di garanzia davanti al gip a cui parteciperà anche il legale dell’indagato, Marta Mereu. L’incarico come avvocato d’ufficio le è stato notificato questa mattina, quando ha raggiunto il carcere per un primo colloquio con il suo assistito.  “È molto provato, frastornato e in questo momento è presto per capire cosa è successo. Aspettiamo prima i riscontri dell’autopsia”.  Si svolgerà domani mattina, alle 10, all’Istituto di Medicina legale di Torrette.  Ad eseguirla, con tutta probabilità, sarà la dottoressa Loredana Buscemi, intervenuta in via Brandani ieri sera per una prima ispezione. La difesa ha nominato come consulente Mariano Cingolani di Macerata. Ancora mistero sull’arma del delitto. Gli investigatori, coordinati dal pm Ruggiero Dicuonzo, hanno ispezionato tutte le stanza dell’appartamento per cercare oggetti compatibili con le ferite alla testa riportate dalla 73enne. L’arma del delitto potrebbe essere un soprammobile, ma ancora non è stato accertato con quale oggetto la donna sia stata colpita mortalmente. Buio anche sui motivi che hanno portato all’omicidio della donna. Secondo i primi riscontri, sembra che il 45enne soffrisse di una forte depressione e che il delitto sia arrivato in un momento di follia. Un raptus che lo avrebbe spinto ad accanirsi contro la madre che gli aveva riaperto le porte di casa dopo la dolorosa separazione della moglie. È stata proprio quest’ultima, ieri pomeriggio, ad allertare il 112 dopo aver visto per tutto il giorno la saracinesca del negozio di scarpe abbassata. Temeva il peggio, è successo l’irreparabile.

 

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