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Autofinanziato il Museo Guelfo,
un centro internazionale
di arte contemporanea

FABRIANO - Nel nuovo museo in allestimento in centro accanto alla biblioteca comunale, anche opere originali su carta, rare e dedicate al pittore fabrianese, di Dalì, De Chirico, Magritte
martedì 21 Novembre 2017 - Ore 17:59
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Il ritratto fotografico di Guelfo di Man Ray

 

di Sara Bonfili

Sarà realtà il Museo Guelfo. Un passo avanti con cui Fabriano tributa omaggio a un suo riconosciuto artista, Guelfo Bianchini (Fabriano 1937 – Roma 1997). Per questo fine, da decenni, si batte la sorella, la professoressa Marisa Bianchini, che ha istituito una fondazione a nome del museo e raggiunto alcuni suoi obiettivi. Entro la settimana sarà ufficializzata la sua istituzione, ma la Bianchini ci conferma che il museo è già in preparazione. «Sarà localizzato nei locali attigui alla Biblioteca comunale nel loggiato di San Francesco, ospiterà le opere di Guelfo e di altri artisti amici, primo fra tutti Giorgio De Chirico, ma anche Mirò, Dalì e tanti altri».

Marisa Bianchini

Marisa Bianchini

È proprio a De Chirico che era co-intitolata la mostra di maggio e giugno 2016 “De Chirico-Guelfo-De Chirico”, che testimoniava attraverso l’esposizione di disegni e fotografie, nei locali in uso della fondazione nel chiostro del San Venanzio (sala Guelfo), l’amicizia e la stima reciproca dei due artisti. Già nel 2016 era stato intitolato a Guelfo Bianchini il largo del quartiere Piano, vicino alle mura cittadine, di fronte ai giardini Regina Margherita, con la presenza dell’ex Sindaco Giancarlo Sagramola, la Presidente della Fondazione Museo Marisa, Francesca Merloni e il vecchio vescovo Vecerrica.

l'allestimento della mostra dedicata a Guelfo e De Chirico

l’allestimento della mostra dedicata a Guelfo e De Chirico

«Si chiamerà Museo Internazionale Guelfo per l’Arte Contemporanea − specifica la professoressa Bianchini −. Non ci sarà solo il museo, ma prevediamo anche l’istituzione di un Centro Studi e un Biblio Museum, un centro di documentazione, cioè, dedicato all’arte contemporanea». Infatti dalla collezione privata romana di Guelfo provengono molte opere originali, già visionata dal Ministero dei beni culturali, su carta, rare e per lo più dedicate al pittore fabrianese dagli artisti con cui era venuto in contatto a Parigi o opere acquistate o donate: Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, René Magritte, André Masson.

«Siamo totalmente autofinanziati, siamo dei veri mecenati − conclude la Bianchini ironicamente − ma proveremo a cercare sponsor, patrocini ma soprattutto a intercettare bandi  per fondi europei con progetti adeguati. Per questo c’è tempo».

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