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Gian Antonio Stella
parla di Futuro e di ‘Odissee’

LORETO - Il festival 'Parlare Futuro' approda al Teatro Comunale di Loreto, martedì sera e vedrà protagonista una penna del giornalismo italiano
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Il teatro di Loreto

Dopo il bagno di folla tributato al matematico e logico Pier Giorgio Odifreddi al Teatro Durastante di Monte San Giusto, il cammino di Parlare Futuro approda al Teatro Comunale di Loreto, martedì 12 dicembre alle ore 21.15, con un astro del giornalismo italiano: Gian Antonio Stella. L’intervento di quella che è ritenuta una delle penne più influenti e potenti del panorama nazionale si concentrerà su un tema particolarmente sentito e scottante: ‘Odissee’. Il riferimento al noto eroe omerico richiama una idea dello spostamento e del viaggio estremamente letteraria, richiama anche quel concetto caro agli antropologi che riconoscono nel nomadismo una delle caratteristiche fondanti l’essere umano.

Gian Antonio Stella

Tuttavia, la “libertà di migrare” che sembra legittima per alcuni, non lo è per tutti. Il tema o problema si presenta scottante poichè l’Italia è investita da due fenomeni migratori differenti. Da un lato i flussi provenienti dal Mediterraneo, almeno prima della legge Minniti, cioè prima che l’Italia si regalasse la tranquillità sulla pelle di tanti migranti, dall’altra i nostri giovani e meno giovani che partono per l’Europa o il mondo, complice la congiuntura economica. Un titolo letterario che vuole mettere al centro e affrontare senza infingimenti una delle tematiche emergenti della attuale società globale: le migrazioni. Grandi masse di uomini e donne che si muovono da un continente all’altro, da una nazione all’altra, da un paese all’altro portando in eredità identità, culture, consuetudini, tradizioni diverse. Una grande ricchezza che va gestita e che sottintende un processo di integrazione lungo e faticoso.

Il famoso e tanto decantato multiculturalismo, la pluralità delle culture che si riconoscono tutte in un patrimonio di valori condiviso, non è un già dato ma qualcosa da costruire. Non vi sono ricette preconfezionate, ma un cammino da fare, tenendo conto della relazione fra globalizzazione, migrazione, multiculturalismo e integrazione. E’ affidato a Gian Antonio Stella il compito di sbrogliare l’intricata matassa, giornalista di inchiesta, arguto conoscitore dei problemi, nonchè colonna del Corriere della Sera, dopo una lunga carriera trascorsa nella cronaca, può essere considerato da circa dieci anni uno dei più influenti giornalisti in ambito politico e, anche, di costume. Il suo nome è legato ad uno dei casi editoriali più importanti degli ultimi anni: la pubblicazione, nel 2007, del libro-denuncia “La casta”, scritto con Sergio Rizzo, il quale con oltre 1.200.000 di copie vendute e ben 22 edizioni è stato uno dei libri di maggior successo dell’anno, in grado di svelare alcuni dei meccanismi più torbidi che si celano dietro al sistema politico italiano.
Il giornalista, inoltre, si è occupato in più occasioni del dissenso e dei pregiudizi legati all’immigrazione, basti ricordare i suoi saggi Negri,Froci,Giudei&co. L’eterna guerra contro l’altro e L’orda. A Parlare Futuro metterà in scena una sua particolare visione dell’Odissea, sarebbe meglio dire delle odissee che appartengono non solo a coloro che arrivano sulle nostre coste, ma ad ognuno di noi. L’augurio è di essere dei buoni viaggiatori!!!!

L’assessore al Turismo del Comune di Loreto, Fausto Pirchio, ha così accolto l’appuntamento con Parlare Futuro: ” Non potevamo non accogliere un appuntamento sulle odissee che tanta parte di gente del mondo sta vivendo. Ognuno ha la sua odissea e la città di Loreto per sua natura è luogo di accoglienza del pellegrino, del viandante, del viaggiatore. Ognuno con il suo senso, ognuno con il suo viaggio. Il pregio dell’ospite è indiscutibile: brillante, acuto, professionale. Gian Antonio Stella è uno dei pochi giornalisti di inchiesta in Italia, un giornalista di razza. Il suo intervento porterà un po’ di luce nella complessità delle problematiche che il fenomeno agita.”

La direttrice artistica Oriana Salvucci illustra la scelta dell’ospite e della città ripetendo che lei ama”Loreto per ciò che è e per ciò che rappresenta. Città verticale per sua natura, ecumenica per missione e luogo di passaggio o sosta per il viandante, il pellegrino, il cercatore di senso. E allora quale città migliore per parlare di Odissee, è come se la tradizione pagana trovasse la sua sintesi nella tradizione cristiana. Tuttavia siamo consci della complessità che il tema agita. Le migrazioni, la libertà di migrare, il dovere di accogliere, l’integrazione e , a volte, il disagio di coloro che arrivano e di coloro che accolgono. Sono tutte problematiche a cui dare un nome, come è necessario interrogare la percezione che abbiamo dell’altro, del diverso, dell’ospite, di quello che , a volte, ci appare come un nemico. Un tema appassionante che si lega con l’idea del viaggio, della conoscenza, dello spostamento, di un andare tutti insieme verso l’ignoto. Chi non ha paura del mistero e dell’ignoto?””

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