facebook rss

Barbareschi e Noschese servono
la loro “Anatra all’arancia”
«Si sorride della vita di coppia»

TEATRO – In scena da stasera alle Muse la piecè portata sullo schermo da Tognazzi e Vitti. Sul palco, una Chiara Noschese nelle vesti della “vamp” Lisa. “Stimolante interpretare qualcuno così lontano da me. Il sogno? Invecchiare nelle Marche”
Print Friendly, PDF & Email

 

di Adriana Malandrino

Luca Barbareschi e Chiara Noschese sul palcoscenico del Teatro delle Muse con L’anatra all’arancia, la commedia scritta negli anni ’70 dallo scozzese Williams Douglas Home, adattata per il teatro da Marc Gilbert Sauvajon, di cui si ricorda anche la fortunata versione cinematografica con Ugo Tognazzi e Monica Vitti. Sotto la guida di Barbareschi, che cura la regia dello spettacolo, le è toccato affrontare un ruolo molto lontano da quello che è, ovvero “una donna molto pragmatica”. Lei è Chiara Noschese, figlia del grande Alighiero, attrice, cantante e da sette anni felicemente regista. “Lisa è una donna svagata, distratta, quasi bipolare, perennemente tra le nuvole, così l’ha voluta Luca (Barbareschi). Una figura molto, molto lontana dalla mia, che sono una persona razionale – racconta la Noschese – È stato molto stimolante interpretare qualcuno così distante da me, riuscirci in maniera soddisfacente è ancora più bello”. La storia è quella dell’egocentrico e malinconico Gilberto e dell’instabile ma tremendamente viva Lisa, di un matrimonio stanco, di un tradimento e di una riconquista, che si consuma in due ore di spettacolo: “Parliamo di corna, parliamo della vita comune, di amori, gelosia, matrimonio, ed è facile identificarsi per il pubblico quando si toccano certi temi così profondi e attuali, ma facendolo con il sorriso – aggiunge la Noschese – Luca ha rivisto molto la regia rispetto all’originale, nel nostro spettacolo è evidente che c’è un sentimento, che si è perso di vista, ma che resta alla base della coppia. Anche quando Lisa, che è sempre un po’ sopra le righe, si innamora di un principe russo e, esasperata dal marito, con il quale non paiono non esserci più dialogo e comprensione, vuole scappare con lui. È a questo punto che Gilberto, sempre così egoriferito, ha finalmente una reazione e decide di provare a riconquistarla”. Un piano che pare, sulla carta, ridicolo e quantomeno inefficace, ma che si rivelerà invece azzeccato. Da sette anni regista (di successi come Pinocchio e Flashdance) e sempre meno spesso attrice, la Noschese non rimpiange il passato: “Sentivo di aver dato tutto come attrice, avevo bisogno di una nuova sfida, come quella della regia, mi piacciono le ripartenze e questa è una di quelle”. Ma c’è ancora un sogno nel cassetto. “Invecchiare nelle Marche. Sono affezionatissima a questa regione, ad Ancona, a Tolentino dove c’è la Compagnia della Rancia, ai Monti Sibillini, al vostro mare. Trovo che nelle Marche siate bravissimi a curare e tenere bene le cose belle che avete, le vostre città, i vostri luoghi. Vi stimo. Io vivo a Roma e qui purtroppo, spesso, non questo non accade”.
In scena anche Ernesto Mahieux, Gerardo Maffei e Margherita Laterzain. Da giovedì 14 dicembre fino a domenica 17 dicembre, replica ogni sera alle 20.45, domenica ore 16.30. Per L’aperitivo con gli artisti il regista Luca Barbareschi incontra il pubblico sabato alle ore 18.30 al musecaffé. Info e biglietti presso biglietteria Teatro delle Muse, 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X