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Associazioni disabili:
«Centri diurni troppo cari»

FABRIANO - Le associazioni dei disabili: «Dopo la Consulta regionale di settembre nulla è cambiato, la situazione sta diventando insostenibile per le famiglie»
giovedì 18 gennaio 2018 - Ore 16:21
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Tariffe dei centri diurni e barriere architettoniche, le associazioni dei disabili tornano a chiedere risposte. È quanto emerge dall’incontro della Consulta sulla Disabilità. Risale a settembre 2017 l’ultimo incontro nella sede della Regione Marche.  Dei problemi sollevati in quella sede, nessuno, o quasi, è stato risolto. In primis quello sul costo dei centri diurni per disabili, a Fabriano le strutture più care delle Marche. La delibera regionale n. 1331/2014 stabilisce le tariffe per l’assistenza residenziale e semiresidenziale per disabili gravi e anziani, con accordi tra la Regione e gli enti gestori dei centri. Un’altra legge, la n. 32/2014, “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia” dispone la “Compartecipazione agli assistiti” all’articolo 20, prevedendo che la Regione legiferi con la un regolamento decidendo qual è la quota minima di compartecipazione per l’assistenza dei centri diurni. Sono decorsi i 90 giorni dall’emanazione della legge e ogni comune ha stabilito le proprie tariffe. La retta di Fabriano, emerge dal verbale della consulta, è aumentata da 100 a 250 euro. Per una famiglia che magari vive di pensioni non è sostenibile. Infatti la citata legge, nelle Norme transitorie e finali, recita: «Decorso inutilmente tale termine (90 gg. ndr), i Comuni e gli ATS possono rispettivamente provvedere agli adempimenti indicati al comma 1 dell’articolo 19 ed al comma 2 dell’articolo 20».   Il tema è stato portato dalle associazioni sul tavolo della Consulta di settembre alla quale erano presenti Giovanni Santarelli dirigente del Servizio Politiche Sociali e Sport, la responsabile dell’area Disabilità ed un suo collaboratore, Laura Bernacchia e Gianluca Causo, il presidente della commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini, la consigliera regionale Romina Pergolesi (M5S), e i rappresentanti delle associazioni Lega del Filo d’Oro, Apm, Anici, Aniep, Anmig, Anvcg, Aias e Anffas.

Altro problema irrisolto resta quello delle barriere architettoniche presenti nelle stazioni ferroviarie. Buone notizie, invece, sul fronte mobilità, relativamente alla richiesta di bus-navetta da/per l’aeroporto di Ancona adibiti anche al trasporto dei disabili e sul fondo per i progetti di vita indipendente: infatti a metà gennaio è scaduta la domanda per richiederli o prorogare i contributi.

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