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Torna l’incubo delle baby gang,
rubati giochi e Play Station
dal centro giovanile

ANCONA - Il furto si è consumato venerdì notte e, secondo i sospetti, i ladruncoli potrebbero essere proprio dei frequentatori della struttura. Questa settimana, le attività sono state sospese. La coordinatrice: " Un modo per far capire che il furto di pochi si è riversato su tutti"
venerdì 26 Gennaio 2018 - Ore 17:00
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La vetrata infranta del centro di via Marchetti

 

Un raid notturno che potrebbe contenere le tracce del ritorno delle baby gang. È quello che si è consumato lo scorso venerdì notte al centro di aggregazione giovanile di via Marchetti, agli Archi. Nelle mani dei ladruncoli, che per entrare all’interno hanno spaccato due porte e infranto una vetrata, sono finite due Playstation di ultima generazione, i giochi, alcuni controller, un pc e un paio di casse stereo. Tutti dispositivi che ogni pomeriggio vengono utilizzati dalla maggior parte dei ragazzi che frequentano la struttura attiva dalla metà degli anni Novanta, a cui si rivolgono soprattutto minorenni. In totale, ogni giorno, affollano le stanze del centro circa cento persone, compresi i quattro educatori. Questa settimana, tutte le attività sono state sospese. “Abbiamo preferito attuare questa soluzione  – spiega Sabrina Ceselli, coordinatrice del centro – per far capire ai ragazzi che per due/tre persone hanno pagato tutti”. Sul furto sta indagando la polizia, a cui è stata sporta la denuncia. Di certo c’è una cosa: chi è entrato voleva rubare solamente le consolle Sony e gli accessori. Altri dispositivi, infatti, non sono stati toccati. Secondo quanto appurato, i ladruncoli sono passati da una porta laterale della struttura, infrangendo un vetro e scardinando la serratura.

Il portone con la serratura scardinata

Altre due porte sono state poi divelte per arrivare nella zona bar, dove venivano tenute le Playstation. Una volta preso il malloppo, i ladri se ne sono andati. Il furto è stato constatato sabato mattina. “Alla Play vogliono giocare un po’ tutti – continua la Ceselli – e probabilmente i ladri volevano i dispositivi tutti per loro.  Quello che pensiamo è che qualcuno  voleva prendere solo quelle cose. Questa settimana siamo stati a disposizione dei ragazzi ma solo per parlare e fargli capire che il danno di pochi si è ritorto contro tutta la comunità. Al furto, comunque, hanno risposto bene. In molti hanno proposto di dare inizio a una colletta per ricomprare le cose rubate. Un’idea che ci è piaciuta molto. Tra l’altro, abbiamo anche fatto questo patto: se qualcuno la dovesse riportare, non faremo alcuna domanda. Finora, però, non si è visto nessuno”.

 

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