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Non paga l’idraulico e lo minaccia,
militare condannato a due anni

ANCONA - Tentata concussione il reato per cui è stato dichiarato colpevole un finanziere appuntato scelto di 47 anni che avrebbe fatto leva sulla sua posizione per ottenere un mega sconto sul valore dei lavori eseguiti a casa sua da un operaio di Falconara
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Il tribunale

 

“Non chiedermi i soldi, altrimenti passi i guai”. E ancora: “Falla finita, sennò faccio controllare la tua ditta”. È questo il tenore delle minacce che un appuntato scelto della Guardia di Finanza avrebbe rivolto a un operaio al fine di non pagare i lavori idraulici da lui eseguiti. Il militare, 47 anni, è stato questa mattina condannato dal collegio penale per il reato di tentata concussione. Due anni, pena sospesa, il verdetto emesso dai giudici. Il pubblico ufficiale dovrà anche risarcire la parte civile, assistita dall’avvocato Laura Versace, con 3 mila euro. I fatti si erano svolti tra il dicembre 2012 e il gennaio 2013. Secondo quanto emerso dalle indagini, in quest’arco di tempo, l’operaio – un 38enne falconarese – aveva compiuto dei lavori idraulici nell’appartamento del militare, a Senigallia. Per le mansioni svolte, la vittima aveva ricevuto solo 500 euro a fronte di un preventivo di 1250 euro. Per non pagare la somma restante, il finanziere avrebbe iniziato a vantarsi della sua posizione all’interno delle Fiamme Gialle. “Sono della Finanza, conviene che ti accontenti”. L’appuntato l’avrebbe inoltre intimorito dicendogli che se avesse continuato a pretendere altri soldi, avrebbe eseguito dei controlli sulla ditta per cui lavorava, facendogli passare dei guai. La difesa, rappresentata dal legale Giorgio Canali, ha sempre respinto ogni accusa, sottolineando l’inesistenza di un rapporto di lavoro tra il suo assistito e il falconarese. L’operaio avrebbe eseguito solamente una consulenza inerente al montaggio dei sanitari e nient’altro. La parte civile, per sostenere il contrario, ha depositato in udienza una serie di tabulati telefonici e gli accertamenti estesi sulle celle telefoniche agganciate dal 38enne nelle date prese in considerazione dalla procura. In almeno 4 occasioni, l’operaio è risultato essere a Senigallia, come da lui sostenuto. Inoltre, la moglie dell’uomo ha detto davanti ai giudice di essere stata testimone di una telefonata minacciosa intercorsa tra il marito e il finanziere. La sentenza è arrivata 6 anni dopo i fatti. Questo perchè inizialmente il pm Marco Pucilli aveva deciso di archiviare il caso. Era stato l’avvocato Versace ad apporsi fino a far arrivare il fascicolo in dibattimento. Da parte della difesa, sicuro il ricorso in appello.

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