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«Hai violentato mia figlia»,
ma era tutto falso:
44enne condannata per calunnia

ANCONA - Oltre a una denuncia sporta per abusi sessuali, la donna aveva anche accusato l'ex marito di spaccio di droga e maltrattamenti in famiglia. Tutte contestazioni considerate dalla procura non attendibili
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Il tribunale

 

Aveva accusato l’ex marito di spaccio di droga, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla figliastra. Per la procura, tutte insinuazioni prive di fondamento che avevano decretato l’archiviazione dei procedimenti per un 54enne residente a Marzocca. L’uomo, dopo essere uscito indenne dalle accuse dell’ex coniuge, una russa di 44 anni, ha voluto portarla sul banco degli imputati per calunnia. La donna è stata condannata questa mattina dal giudice Paolo Giombetti a scontare 2 anni e 4 mesi di reclusione e a risarcire l’ex con 15 mila euro. Secondo quanto emerso durante il processo, le falsità erano state mosse dalla gelosia provata dalla straniera. Nel 2003, si era sposata con il 54enne e lui aveva preso in casa anche la figlia di lei, avuta da una precedente relazione. Il legame tra i due erano durato fino al 2010, poi le loro strade si erano separate. “E io ero andata a vivere con quello che ho sempre considerato un papà” aveva detto in udienza la figlia dell’imputata, ora 23enne. “La denuncia per abusi sessuali era stata sporta perchè lei non aveva mai digerito la mia scelta di andarmene di casa e trasferirmi da mio padre. Non mi ha mai toccato, sono solo menzogne”. La 54enne aveva anche accusato l’ex marito di maltrattamenti e spaccio di sostanze stupefacenti. Tutte ipotesi smentite sia dalla 23enne che dal 54enne, rappresentato dall’avvocato Marcellino Marcellini.

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