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«Ha abusato di me in auto»,
ma l’accusa non regge:
28enne assolto dai giudici

ANCONA - Il giovane era finito a giudizio per lesioni personali, minacce e violenza sessuale. Reati per cui la procura aveva chiesto 3 anni di reclusione. Il collegio penale, invece, non ha ravvisato profili di responsabilità
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Il tribunale

 

Era accusato di aver abusato di una 25enne sul sedile posteriore dell’auto, al ritorno da una serata passata a bere in discoteca: 28enne napoletano assolto. Questa la sentenza emessa questa mattina dal collegio penale che ha scagionato l’imputato, difeso dall’avvocato Stefano Zoppichini, dall’accusa di violenza sessuale. Caduti anche i reati di lesioni personali e minacce che, secondo la procura, avevano avuto per vittima un 27enne fidardense, ex fidanzato della ragazza che nel 2012 aveva puntato il dito contro il partenopeo, affermando di essere stata palpata in auto. Per il tris di reati, il pm aveva chiesto 3 anni di reclusione. I fatti si erano svolti a Castelfidardo, il 21 ottobre 2012. Il gruppetto di amici di cui facevano parte le due presunte vittime e l’imputato si era fermato davanti a un bar della città a fine serata.

L’avvocato Stefano Zoppichini

La giovane non era voluta scendere dall’auto, rimanendo sola all’interno. All’improvviso, secondo la tesi accusatoria, aveva aperto lo sportello il napoletano e si era intrufolato nell’abitacolo, allungando le mani verso le parti intime della 25enne. In un secondo momento, la ragazza aveva raccontato tutto al suo ex che aveva sfidato il presunto molestatore. Ne era nata una colluttazione dove il 27enne era finito all’ospedale con diverse fratture, sia alla mano che al setto nasale. Il napoletano non ha mai smentito il fatto di essere entrato in contrasto con l’ex fidanzato della 25enne, ma si è sempre difeso dicendo di essersi difeso dall’aggressione del rivale. Il 27enne, per la procura, era stato anche il destinatario di una sequela di minacce da parte dell’imputato del tipo: “ti faccio sparare” e “se non ritiri la querela sporta contro di me ti picchio”. Nonostante le accuse, il collegio ha decretato l’assoluzione anche a seguito delle testimonianze ascoltate in aula. Tra 60 giorni usciranno le motivazioni della sentenza. Non è escluso che la difesa possa sporgere denuncia per calunnia.

 

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