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Soprusi e minacce all’ex moglie:
“Se mi lasci ti uccido”,
47enne finisce a processo

CASTELFIDARDO - L'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia, perpetrati tra febbraio e marzo 2013, periodo in cui l'ex moglie gli aveva annunciato di volersi separare
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foto d’archivio

 

“Se mi lasci ti uccido”, “Ti brucio l’auto”, “Guarda che ti faccio perdere il lavoro”. Sarebbero state solamente alcune delle minacce rivolte da una 47enne di Castelfidardo alla sua ex moglie, una 40enne, “colpevole” di aver chiesto la separazione nel febbraio 2013. Un mese dopo, a seguito di alcuni episodi di violenza, la donna aveva deciso si sporgere denuncia, facendo finire l’ex coniuge sul banco degli imputati per maltrattamenti in famiglia. Sono sei gli episodi contestati dalla procura, tra minacce e vessazioni morali e fisiche. Questa mattina, il processo è entrato nel vivo quando la vittima, che non si è costituita parte civile, ha testimoniato davanti al giudice dei fatti accaduti tra il febbraio e il marzo 2013. In un’occasione, lui sarebbe andato su tutte le furie dopo aver saputo che la 40enne stava andando a cena da un’amica per trascorrere insieme la festa della donna. “Mi ha strappato il cellulare dalle mani – ha detto la vittima in udienza – iniziando a urlare contro di me. Pensavo fosse ubriaco. Avevo paura. Mi ha strattonato, poi si è preso uno dei nostri due figli e l’ha portato via scalzo”. L’imputato si era poi rifatto vivo poco dopo. “Un giorno ho pensato che volesse togliersi la vita, perchè ha simulato di buttarsi dal balcone della camera da letto, prendendo poi un mix di pillole. Ho dovuto chiamare il 118”. L’uomo sarebbe anche arrivato a minacciare l’ex con un cacciavite, riempendola di minacce e insulti, scaturiti sia dalla mancata rassegnazione da parte di lui alla separazione, sia dal pensiero che lei potesse avere altri uomini. “Diceva che ero posseduta e che avevo degli amanti”. Il processo è stato aggiornato al 16 maggio, quando l’imputato testimonierà in aula. Difeso dall’avvocato Fabrizio Menghini, rigetta ogni accusa, sostenendo la falsità delle contestazioni mosse dalla 40enne, operate semplicemente per ottenere dal giudice benefici economici per lei e per i suoi figli durante l’udienza di separazione.

 

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