facebook rss

Rabbia e rassegnazione, animi divisi
per i licenziati Tecnowind

FABRIANO - La procedura di licenziamento collettivo parte da oggi. Per le tute blu la possibilità di accedere alla Naspi per 24 mesi
Print Friendly, PDF & Email

La protesta dei dipendenti Tecnowind licenziati, nella piazza del Comune e nel loggiato del palazzo vescovile di fronte a Palazzo del Podestà

 

La consegna delle lettere di licenziamento ai dipendenti Tecnowind

 

di Sara Bonfili

 «A perfezionamento della procedura di mobilità avviata il 20 febbraio e conclusa il 22 febbraio 2018 mediante l’accordo siglato con le organizzazioni sindacali, la società è spiacente di comunicarLe che è costretta a provvedere al suo licenziamento a causa della cessazione dell’attività aziendale». E’ questa la lettera che oggi i 244 lavoratori Tecnowind hanno ricevuto, consegnata a mano a Palazzo del Podestà, da due addetti indicati dal curatore fallimentare. Dei lavoratori convenuti stamattina alcuni sono rassegnati e persino sollevati, si scambiano abbracci e pacche sulle spalle, dopo aver vissuto una lunghissima crisi aziendale, ma tanta è ancora la rabbia di chi ha fatto sacrifici per vedere infine sfumare il posto di lavoro. L’umore in effetti è duplice: c’è il dolore per aver letto la parola fine sulla lunga storia della vertenza sindacale dell’azienda produttrice di cappe aspiranti e piani cottura, che aveva ancora commesse e che tranne alcune casse integrazioni a singhiozzo e scioperi, aveva continuato a lavorare, da quando a maggio 2017 era stata consegnata la domanda di concordato. Ma c’è anche la consapevolezza di essere arrivati ad un punto fermo della vicenda, dopo anni di insicurezze e lo spettro della mobilità per 140 operai, fino alla notizia di una cig straordinaria concessa fino a giugno 2018. Per molti non c’è stata neanche la sorpresa alla notizia del fallimento. Per altri, ancora, la delusione è stata massima: «Abbiamo lavorato fino a lunedì pomeriggio, senza saperlo», dicono un paio di loro. Per tutti, ora, c’è la certezza dell’ammortizzatore sociale, l’indennità di disoccupazione. Tra chi protesta ci sono gli autori delle scritte sulle magliette Tecnowind,  messe in mostra sotto il palazzo del Podestà: «Mettete all’asta anche queste!» e chi sostiene di esser stato «preso in giro» dai sindacati. Ma la Tecnowind ha, per la verità, una lunga e travagliata storia di passaggi di proprietà e di cambiamenti di gestione. Sono circolate voci, infine, che un ramo aziendale possa essere messo vendita, ma tutto si vedrà nelle prossime settimane con le decisioni del giudice. La cessazione dei rapporti lavorativi dei dipendenti Tecnowind parte, di fatto, dal 19 febbraio 2018, data della pubblicazione della sentenza di fallimento da parte del tribunale fallimentare di Ancona. Nel loggiato del Palazzo Vescovile, una signora dai capelli bianchi ci chiede: «Cos’è stamattina tutto questo trambusto?» e alla risposta della consegna delle lettere di licenziamento della Tecnowind, si chiude nel suo giaccone con l’aria di averne sentite tante in vita sua.

La protesta dei dipendenti Tecnowind licenziati, nella piazza del Comune e nel loggiato del palazzo Vescovile di fronte a Palazzo del Podestà

Tecnowind: licenziamento collettivo per 244 lavoratori

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X