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Vandali nella sede di Donne e
Giustizia, la presidente Fugaro:
«Qualcuno ce l’ha con noi»

ANCONA - Il raid è stato eseguito nella notte appena trascorsa, mandando in frantumi la vetrata della porta d'ingresso secondaria dell'associazione che si occupa di violenza di genere. Chi è entrato nel centro di via Cialdini ha anche messo a soqquadro un armadio, senza portare via nulla
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La vetrata sfondata di Donne e Giustizia

 

Prima hanno completamente infranto la vetrata della porta che dà sul retro, poi hanno frugato in un armadio, mettendo in disordine. Non hanno preso nulla. I fascicoli e i documenti relativi alle vittime non sono stati toccati. Ma nonostante questo, la rabbia rimane perchè i danni ci sono stati. E soprattutto perché l’incursione avvenuta la scorsa notte è l’ennesimo atto vandalico che ha interessato la sede di Donne e Giustizia, il centro antiviolenza di via Cialdini che da oltre trent’anni opera in favore di vittime di abusi grazie ad avvocati, operatori sociali e psicologi. “Siamo alle prese con il quarto atto vandalico subito nell’ultimo anno” afferma la presidente Myriam Fugaro, commentando quello che è stato sicuramente un gesto intimidatorio e dimostrativo. “Evidentemente, qualcuno ce l’ha con noi e con il nostro operato. Forse, non siamo ben visti in questa zona”. I vandali hanno preso di mira la porta del centro che non si affaccia su via Cialdini, un ingresso già tappezzato in precedenza con scritte, adesivi e vernici di ogni tipo. La parte superiore del vetro è stata sfondata per poter accedere all’interno della struttura. “Chi è entrato – racconta la Fugaro – ha frugato in un armadio senza portare via nulla. I fascicoli delle donne che si sono rivolte a noi sono in un archivio chiuso a chiave”. E a quello, i vandali non sarebbero arrivati. Dopo aver creato un po’ di caos se ne sono andati. Il centro non è dotato di telecamere, così come la zona de centro storico dove si trova l’associazione. A settembre, c’era stato l’affronto più grande. Dei ladri erano entrati portandosi via tutti i computer del centro, quelli che contengono anche tutti i dati delle vittime, per fortuna protetti da un potente sistema di sicurezza. In precedenza, era stato rotto un condizionatore e poi schiantata la serratura dell’ingresso. Fino ad arrivare alla notte tra martedì e mercoledì, dove probabilmente l’intento non era quello di rubare nulla, ma intimidire chi da anni si occupa di donne abusate.

Violenza di genere: nel 2017 in centoventi hanno bussato alla porta di Donne e Giustizia

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