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Campi assediati dai cinghiali,
agricoltori in rivolta

PROTESTA - La Coldiretti rimarca la necessità di trovare con la Regione una soluzione per contrastare la fauna selvatica senza controllo e far scattare in tempi brevi i rimborsi alle attività danneggiate
martedì 13 Marzo 2018 - Ore 18:29
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Foto d’archivio

 

Fauna selvatica fuori controllo con i campi assediati da decine di migliaia di cinghiali che distruggono ettari di colture, mentre le greggi sono sempre più frequentemente preda dei lupi. È questa la situazione descritta dalla Coldiretti Marche, secondo cui siamo di fronte “a una vera e propria emergenza alla quale la politica regionale, nonostante appelli e contributi di idee per trovare soluzioni, non ha ancora messo mano in uno scarico di responsabilità e far west di competenze che crea disparità tra territorio e territorio anche per i soli rimborsi, rigorosamente in ritardo almeno di quattro anni, alle attività danneggiate”. Come ricorda la Coldiretti, sono passati quasi due anni dal luglio 2016 da quando in oltre 2000 arrivarono con trattori e bandiere i sotto Palazzo Raffaello per protestare contro i ritardi nel pagamento dei rimborsi per i danni causati dalle incursioni degli animali selvatici. “Da allora – dice la Coldiretti – nulla è cambiato. Nonostante l’impegno quotidiano dell’associazione per fornire contributi di idee alla risoluzione dei problemi. Cinghiali che distruggono campi coltivati, lupi o cani inselvatichiti che attaccano e uccidono greggi, corvi e storni che si accaniscono contro i frutteti”. Per porre un freno all’invasione degli animali selvatici, la Coldiretti aveva presentato alla Regione nel luglio 2015 anche un documento che facesse da base per una vera e propria legge. “Il proliferare indisturbato degli animali rischia di compromettere non solo le attività economiche legate al territorio, ma anche l’incolumità delle persone visti i continui incidenti stradali che si verificano nel territorio marchigiano. Intanto il “mercato” dei cinghiali diventa sempre più appetibile, e anche questa è una delle ragioni per l’evidente incapacità di procedere a una riduzione del numero degli animali, mentre si assiste al proliferare della commercializzazione di carne in nero, priva di qualsiasi garanzia di carattere sanitario”.  Il commento del presidenti di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante : “Abbiamo sempre fatto proposte alla Regione Marche che per noi deve essere interlocutore unico di questo tematiche ma nonostante i tavoli e gli incontri i problemi sono ancora lì a minare la quotidianità degli agricoltori e degli allevatori marchigiani. Torniamo a mobilitarci perché ancora non abbiamo visto atti concreti e progettualità per il futuro per mettere sotto controllo questo fenomeno. Abbiamo chiesto un incontro al presidente Ceriscioli per ricevere finalmente atti concreti entro tempi certi. Nel frattempo la mobilitazione continua”.

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