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Maestra d’asilo condannata,
insulti social al preside
e alle colleghe: “Valutiamo querele”

OSIMO - Dopo la pronuncia del giudice di primo grado, il genitore di uno dei bimbi -vittima dell'asilo di Borgo San Giacomo aveva postato la notizia su facebook. Nel dibattito social alcuni commentatori hanno accusato il dirigente Fabio Radicioni e le tre maestre testimoni al processo di aver voluto insabbiare la vicenda. "Davanti al giudice abbiamo fatto emergere la verità dei fatti e quei commenti ci hanno ferito e avvilito" ha sottolineato il dirigente scolastico, stamattina in conferenza stampa con i suoi avvocati - AUDIO
venerdì 8 giugno 2018 - Ore 17:50
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Alcuni stralci dell'intervento del prof Fabio Radicioni stamattina in conferenza stampa

Da sinistra il preside Radicioni e l’avvocato Osimani

La maestra di un asilo di Osimo viene condannata per abuso dei mezzi di correzione ai danni di due bambini. Il genitore di uno dei piccoli alunni annuncia con un post su facebook la vittoria in sede giudiziaria dopo una lunga battaglia legale iniziata nel 2014, Ma nel dibattito social alcuni commentatori vanno sopra le righe accusando di correità e di aver voluto insabbiare la vicenda, prima che la magistratura ne chiarisse i contorni, il preside dell’istituto comprensivo di cui fa parte la scuola e le colleghe delle insegnanti che hanno testimoniato al processo. Adesso, però, rischiano una denuncia per diffamazione quegli internauti che con le loro affermazioni “destituite di ogni fondamento” hanno offeso e discreditato sui social network la reputazione del dirigente scolastico e delle tre insegnanti. La vicenda è nota. A fine maggio una maestra osimana di 62 anni è stata condannata a 8 mesi di reclusione con i benefici di legge, per gli insulti e e soprusi inflitti a due bimbetti vivaci di 4 anni della sua classe, nell’asilo di Borgo San Giacomo.

Alla notizia, il popolo della rete è stato spietato anche con chi, in realtà, aveva contribuito con prove ad arrivare a quella sentenza. In difesa del buon nome dell’istituto scolastico che dirige, l’Ic Caio Giulio Cesare’, ma anche per ristabilire la verità dei fatti, stamattina il preside Fabio Radicioni ha convocato una conferenza stampa alla presenza dei suoi legali, gli avvocati Antonio Osimani, Eleonora Grottini, Massimo Raponi ed Elisa Gatto. “Di fronte a un comportamento gravemente scorretto di una maestra, io e le tre insegnanti, a testa alta, abbiamo testimoniato la verità dei fatti e grazie alle nostre dichiarazioni davanti al giudice abbiamo fatto emergere la verità. Quei commenti su Facebook ci hanno ferito, avvilito. – ha esordito il preside offrendo la sua versione dei fatti – Ecco perchè sto valutando di presentare una querela per diffamazione nei confronti di chi ha danneggiato la nostra immagine e quella della scuola sui social media. Ne parlerò anche con l’Ufficio scolastico regionale”. Il dirigente scolastico ha poi ripercorso  gli antefatti della storia, approdata dopo vari passaggi nella aule giudiziarie. “I genitori dei due alunni non hanno mai parlato con me di quello che accadeva. – ha tenuto a puntualizzare – E’ stata una mamma di una bambina che frequentava lo stesso asilo  ma senza problemi, nella primavera del 2011, a raccontarmi quello che stava succedendo. Una situazione che io non ho mai sottovalutato ma che anzi fin da subito ho approfondito, prima confrontandomi con le tre colleghe della maestra e il restante personale dell’asilo, poi convocando una riunione di plesso, e nei giorni seguenti ascoltando in separata sede lei stessa che però ha negato tutto”.

Le prove a suo carico, raccolte dal preside erano ritenute sufficienti e schiaccianti. Il professor Radicioni ha così deciso di trasferire l’insegnante in un altro asilo dell’Istituto comprensivo a settembre 2011 ma in compresenza di altri insegnanti e quindi con compiti gregari. “L’ho fatto perchè era necessario e non aveva più la mia fiducia. – ha ricordato Radicioni – La maestra mi ha portato davanti al giudice del lavoro che però ha ritenuto corretto il mio comportamento. Il magistrato ha respinto le sue richieste e rilevando la gravità dei fatti ha inviato tutti gli atti alla Procura penale di Ancona che nel 2014 ha aperto a carico della maestra un fascicolo da cui ha avuto origine il procedimento conclusosi lo scorso 31 maggio con la sua condanna in Tribunale”. Anche i genitori dei bambini -vittima hanno sporto querela e poi in giudizio si sono costituiti parte civile. “Non c’è stato pertanto alcun comportamento omertoso, ne’ alcuna volontà di insabbiare. Basta leggere gli atti processuali dove sono riportare le testimonianze del professor Radicioni e delle tre insegnanti per ricostruire con correttezza l’intera vicenda” hanno rimarcato anche i legali. Il post del genitore con la scia di commenti ritenuti offensivi, due giorni dopo la pubblicazione, è stato rimosso. Il web però non dimentica.

Insulti e soprusi ai bimbi dell’asilo: maestra condannata

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