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Un Pd assente dalla campagna
si riprende la leadership
Lega resiste, evaporano gli altri

ELEZIONI – Democrat unici immuni dall'astensionismo di massa, crisi nera per la sinistra, il M5S perde due terzi dell'elettorato. L'effetto Mancinelli vale 1.200 voti
lunedì 11 giugno 2018 - Ore 12:03
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Appena tre mesi fa aveva subito lo storico sorpasso di M5S e centrodestra, relegato a terza forza politica cittadina. Un partito dato per morto, praticamente assente dalla campagna elettorale, che addirittura nell’entourage del sindaco era stato messo da parte a favore della lista civica Ancora x Ancona, per il timore che il marchio Pd potesse essere un peso nella corsa di Mancinelli. Nessun big in città, nessuna iniziativa, praticamente nessun intervento, tutto il grosso della campagna portato avanti dai singoli candidati al Consiglio comunale. E invece alla fine è sempre il Pd che trascina alla vittoria il candidato del centrosinistra. Con le elezioni amministrative di domenica, il partito democratico si riprende la leadership in città, gli altri evaporano, tranne una Lega che conferma il suo risultato delle politiche. A dire il vero, il Pd non incrementa il suo elettorato, ma lo mantiene. Solo i democrat sembrano immuni dalla fuga in massa dell’astensionismo che ha colpito tutti i partiti. Alle 12, quando sono ancora 99 su 100 le sezioni scrutinate e quindi il dato non è definitivo, i democrat hanno raccolto 12.139 preferenze, il 30,3%, attestandosi come prima forza cittadina. Un risultato di poco inferiore ai 13.375 voti raccolti in città alle scorse politiche del 4 marzo, che erano valsi appena il terzo gradino del podio. Male il M5S: dai 17.425 voti delle politiche (33,16%), il movimento crolla a 6.550 voti, il 16,3%, un terzo dell’elettorato di tre mesi fa, poco meglio comunque delle ultime comunali del 2013, quando i pentastellati raccolsero 5.720 schede. Chi si conferma invece è la Lega, pur con numeri ridotti rispetto a quando c’è Salvini in campo. Nonostante la lista con diversi perfetti sconosciuti (sono basse le preferenze per i singoli candidati al Consiglio comunale e diversi nomi hanno raccolto zero voti), il marchio del Carroccio ha raccolto 4.928 preferenze, il 12,3%, è il primo partito dello schieramento di civiche e centrodestra e forza motrice del candidato sindaco Stefano Tombolini. Anche i leghisti scontano comunque l’effetto amministrative, rispetto a tre mesi fa quando avevano registrato 7.691 voti, il 14,6%. Nel centrodestra, scompare l’Udc ridotta a prefisso telefonico (0,77%), ridotta anche Forza Italia che continua nella emorragia di consensi: 1.734 voti in queste amministrative, quasi 3mila voti in meno rispetto ai 4.505 elettori dello scorso 4 marzo, i forzisti sono costretti a subire, per una manciata di voti, anche il sorpasso a destra di Fratelli d’Italia, che confermano il loro 4% delle politiche. Il format scelto dalla sinistra con un movimento civico ampio e senza simboli di partito non arresta comunque il declino del campo progressista: Altra Idea Di Città si ferma a 2.699 voti, il 6,75%, quando Rifondazione e Sel con Crispiani sindaco nel 2013 avevano sfiorato il 10%. Tra le civiche, 60100 di Tombolini conferma i suoi elettori: 2.326 preferenze di domenica, in lieve calo rispetto ai 2.798 elettori del 2013. La prima forza civica è il listino del sindaco Ancora x Ancona: 3.132 voti, il 7,8%, il doppio di Ancona 2020, la lista civica delle scorse amministrative. Poi c’è “l’effetto sindaco”: quanti elettori hanno preferito votare solo il candidato, e non le liste.

Il sindaco Mancinelli mentre segue i risultati dello scrutinio dalla sua sede elettorale nella galleria Dorica

Quanto vale? Poco per tutti, sono lontani i tempi di Sturani e Galeazzi, quando il candidato sindaco da solo spostava gli equilibri. Tombolini e Diomedi raccolgono 700 voti in più rispetto alle loro liste, meno di un centinaio di voti solo per Rubini, tra i sindaci va meglio Mancinelli: sono 1.200 le preferenze incassate dal sindaco in più, rispetto alle liste che la sostenevano del centrosinistra.

Mancinelli si ferma a tre punti dalla vittoria, Tombolini lancia il contratto di governo per il ribaltone al ballottaggio

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