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Museo Beltrami,
al via il restauro
dell’archivio etnobotanico

FILOTTRANO - L'Università Politecnica delle Marche ha presentato stamattina il progetto complessivo studiato per la collezione dell'esploratore filottranese che scoprì le cascate del Mississipi, per la valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale, architettonico e dell’erbario
mercoledì 25 Luglio 2018 - Ore 17:08
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Un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto

Ci sono manufatti delle popolazioni del Nord e del Centro America raccolti durante i viaggi che Giacomo Costantino Beltrami compì nel continente americano e che lo condussero a scoprire le sorgenti del Mississippi nel 1823. Il 31 agosto di quell’anno infatti arrivò ai confini con il Canada al Red Lake. Qui fece la scoperta di un altro lago, che chiamò lago Giulia (il nome attuale è Itasca), in onore della nobildonna Giulia De Medici Spada da lui conosciuta nel 1809 e prematuramente scomparsa; lago che fu da lui ritenuto la sorgente più a nord del Mississippi. Così lui descrisse quel panorama: “Il lago ha circa tre miglia di circonferenza: è fatto a forma di cuore e parla all’anima. La mia ne è rimasta commossa”. Raccolse numerosi oggetti, a testimonianza delle sue avventure, ora conservati nel museo a lui dedicato a Filottrano dove morì nel 1855, e nel museo di storia naturale di Bergamo, città natale, che gli ha dedicato un’apposita area. A Filottrano nel Museo Beltrami, fondato nel 1979 per opera di Glauco Luchetti Gentiloni, sono conservati manufatti, manoscritti e un archivio di oltre 5000 documenti epistolari, la contabilità della Azienda Agricola Beltrami dell’intero secolo XIX (157 registri in-folio) ed una notevole biblioteca storica e giuridica. Si tratta di un patrimonio che presto sarà di nuovo aperto al territorio e valorizzato con un progetto presentato oggi in conferenza stampa dal Comune di Filottrano e dall’Università Politenica delle Marche, presenti il Rettore Sauro Longhi, il Sindaco di Filottrano Lauretta Giulioni e il prof. Paolo Clini.

Beltrami, l’avventuroso pioniere di origini bergamsche che visse e mori a Fllottrano nel 1855

LA STORIA DI BELTRAMI – La storia affascinante dell’esploratore Beltrami ci racconta non solo il suo spirito di avventura che lo ha portato a conoscere tribù e popolazioni americane raccogliendo calumet, foderi, cinture, terracotte azteche e messicane ma anche la sua passione per la conoscenza come dimostra il manoscritto ancora inedito in Italia del volume “Le Mexique” del Beltrami, con una relazione sul suo viaggio in quel paese custodito in una delle teche. Giacomo Costantino Beltrami, nato a Bergamo nel 1779 e morto a Filottrano nel 1855 è stato un esploratore e patriota italiano. Furono proprio le sue doti di esploratore, unite ad una buona dose di coraggio e spirito d’avventura, a permettergli di scoprire le sorgenti del fiume Mississippi, dove nessun pioniere era mai riuscito ad arrivare, percorrendo a ritroso i quasi 4000 km del fiume più lungo di tutte le Americhe. Parecchi anni più tardi queste terre da lui scoperte gli tributarono i giusti meriti, intitolandogli sia l’omonima contea dell’attuale stato del Minnesota sia i monti da cui nasce il suddetto fiume. Ed è proprio a Filottrano che Beltrami decise di ritirarsi, nel Palazzo oggi denominato Beltrami-Luchetti e dove oggi si trovano, al primo piano, nel Vicolo Beltrami 2, tutti i suoi preziosi cimeli. Il piano del bellissimo Palazzo oggi è chiuso per lavori di restauro. Il Comune insieme ai proprietari dell’edificio, dove ha sede il Museo Beltrami, hanno deciso rinnovare il museo aprendolo alla città secondo i nuovi canoni di fruizione museali.

IL PROGETTO – Il progetto dell’Università Politecnica delle Marche, che ha già iniziato i rilievi digitali all’interno del Palazzo, riguarderà l’aspetto architettonico, quello della digitalizzazione del patrimonio culturale e infine anche il restauro dell’archivio etnobotanico. Seguirà il tema dell’acqua per ripercorrere la scoperta che rese famoso Beltrami, delle sorgenti del fiume Mississippi. Un patrimonio che ha un valore per le comunità e le società ed è quindi importante conservarlo e trasmetterlo alle generazioni future. La particolare figura del Beltrami unita alla particolarità dell’edificio richiedono un intervento innovativo dal punto di vista architettonico, allestitivo, museografico e infine della narrazione. I referenti della Politecnica che seguiranno il progetto saranno: il Prof. Gianluigi Mondaini per la parte architettonica, per la digitalizzazione e la narrazione digitale il Prof. Paolo Clini e per il restauro dell’erbario il Prof. Fabio Taffetani. L’obiettivo è una sperimentazione sul campo delle migliori opzioni espositive e narrative con strumenti innovativi che permettano di valorizzare contemporaneamente un edificio tra i più belli della città di Filottrano e il suo particolare contenuto, una delle collezioni più originali appartenute ad un personaggio la cui brillante avventura è ancora tutta da scoprire e raccontare. L’università con i suoi saperi perseguirà l’obiettivo di valorizzazione scientifica e culturale degli oggetti e dell’erbario con attenzione agli aspetti naturalistici e alle informazioni di tipo etnobotanico.

Filottrano, un museo per l’esploratore che scoprì le sorgenti del Mississipi

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