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Minori stranieri soli,
sono 205 nelle Marche:
«Rischio non ci sia integrazione»

ACCOGLIENZA - Andrea Nobili, garante dei diritti, ha presentato un report sui giovanissimi stranieri presenti in strutture di accoglienza nella nostra regione. Ha sottolineato l'importanza dei percorsi per consentire il loro inserimento. I più numerosi sono gli albanesi. Il 67% ha 17 anni
venerdì 27 Luglio 2018 - Ore 16:26
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Andrea Nobili, il garante dei diritti dell’infanzia

 

Minori stranieri non accompagnati, nelle Marche sono 205. Il dato fa parte del report presentato dal Garante dei diritti, Andrea Nobili che è stato presentato oggi a Palazzo delle Marche. I dati sono stati raccolti con la collaborazione del Servizio politiche sociali e delle Comunità educative che operano sul territorio. Un quadro esaustivo della situazione, che contempla l’attività di 66 strutture, con un’attenzione particolare alle 45 che accolgono anche minori stranieri non accompagnati e che forniscono il primato alla provincia di Pesaro (19), seguita da quelle di Fermo (9), Ancona (7), Macerata (6) e Ascoli (4), per un totale di 235 posti su 670 disponibili. «Quella dell’accoglienza per i minori stranieri non accompagnati è una tematica difficile, che mette alla prova il sistema – ha detto Nobili –, presentando elementi di particolare complessità, in grado di rendere contradditori gli strumenti di protezione».

La presentazione del report

Dei 205 ragazzi in comunità, la nazione di maggior impatto è l’Albania ed a seguire Pakistan, Senegal, Egitto, Gambia e Nigeria. Il 67% ha 17 anni, i sedicenni costituiscono poco meno di un terzo del totale, il 4,9% ha 15 anni ed il 6,9% riguarda le altre fasce d’età. Sul versante del personale che opera nelle comunità, si ha una stima pari a 510 addetti diversamente distribuiti, con un minimo di 2 ed un massimo di 46 per ciascuna struttura. I principali interventi proposti riguardano l’alfabetizzazione, le attività ludico-ricreative, la formazione lavoro, il sostegno psicologico, attraverso la messa in essere del Pei (Programma Educativo Individualizzato). Nel 2017 sono transitati nelle comunità di accoglienza 374 minori, con un numero di dimissioni pari a 354. La fase di sgancio avviene attraverso percorsi di uscita sostenibili, con azioni avviate già 2 o 3 mesi prima che divengano maggiorenne.

Tra le criticità emerse per quanto concerne il lavoro quotidiano attivato dal personale con i ragazzi ci sono la scarsa acquisizione di autonomia, le difficoltà di accesso ai tirocini lavorativi ed all’iscrizione dei centri per l’impiego, la gestione dell’uscita, i problemi legati al ricongiungimento del minore con i familiari che si trovano all’estero, i tempi di attesa per il rilascio del permesso di soggiorno e, non da ultimo, l’utilizzo delle sostanze stupefacenti.

«In questo contesto – ha spiegato Nobili – si pensi a quei minori che vorrebbero raggiungere i loro familiari all’estero e si trovano, però, chiusa la possibilità di re location europea, che consenta di effettuare il viaggio in una situazione protetta. Vivono il collocamento in comunità come una costrizione ed appena possono cercano di proseguire il viaggio mettendosi nelle mani di trafficanti, esponendosi così a rischi concreti. Pesa l’assenza di un sistema europeo di protezione». Il Garante invita anche a riflettere «sull’irrazionalità di una protezione che, per molti ragazzi, cessa al compimento della maggiore età. Il rischio è quello di un’accoglienza che nella maggior parte dei casi dura pochi mesi e non garantisce un effettivo percorso d’integrazione».

Criticità, necessità di fare rete e di monitorare costantemente la situazione, competenze e  ricerca di nuovi strumenti d’intervento: questi i temi affrontati nel corso degli interventi del presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, del vice prefetto vicario di Ancona, Clemente Di Nuzzo, del presidente del Coordinamento comunità d’accoglienza, Andrea Marangoni, del responsabile del Servizio politiche sociali della Regione, Giovanni Santarelli, del presidente della Commissione sanità, Fabrizio Volpini. Presente alla presentazione anche il consigliere regionale Gianni Maggi.

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