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Accerchiato dal branco fuori
dallo chalet e preso a pugni:
nottata choc per un 23enne

PORTO RECANATI - Il giovane, stando a quanto denunciato dalla madre, sarebbe stato aggredito fuori da un locale del lungomare Scossicci. "Si è tolto la maglietta per il caldo e un gruppetto lo ha preso in giro. Da lì s'è scatenata la zuffa. Dieci contro uno". Per il ragazzo è stato necessario l'intervento del pronto soccorso per una ferita all'orecchio
sabato 4 agosto 2018 - Ore 19:09
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Foto d’archivio

 

“Mio figlio è stato preso a sassate, accerchiato e poi colpito a suon di pugni da un branco di ragazzi”.  È la denuncia di un’anconetana che questa mattina all’alba ha dovuto fare i conti con gli strascichi della nottata trascorsa da suo figlio, un 23enne che aveva deciso di passare la serata con alcuni amici di uno chalet di Porto Recanati. Per le botte subite, il giovane è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso di Torrette. Nulla di grave, solamente una ferita all’orecchio causata da un cazzotto per cui non sono stati necessari i punti. “Per fortuna mio figlio è abile, allenato ed è riuscito a scappare. Forse, se ci fosse stato qualcun altro sarebbe stato gettato a terra e massacrato. Quando è tornato a casa era sotto choc, mi ha detto di aver visto la morte in faccia”. Tutto è nato attorno alle 3, quando il 23enne, assieme a un amico e due ragazze, è uscito dalla chalet per tornare a casa. Per il caldo il giovane si è tolto la t-shirt che indossava. Ad osservare la scena, un gruppetto di ragazzi, circa dieci persone coetanee dell’anconetano. Secondo quanto raccontato, il branco avrebbe iniziato a prendere in giro il giovane a causa del suo fisico palestrato. “Sei bello solo te” gli avrebbero gridato. A quel punto, c’è stata una risposta da parte del 23enne e l’inizio del battibecco. Che è poi degenerato in zuffa. Prima con il lancio di alcuni sassi, poi con l’accerchiamento, infine con i pugni scagliati alla vittima.  Il dorico è riuscito a schivare qualche colpo prima di scappare e raggiungere gli amici, estromessi dalla discussione da alcuni componenti del branco. Per fuggire, il ragazzo sarebbe anche scivolato sul cofano di un’auto. “Ma nessuno lo ha aiutato, nè i buttafuori, nè le persone presenti. Ha anche provato a chiamare il 113, ma senza successo”. Dopo la ritirata in auto, la corsa al pronto soccorso per la ferita all’orecchio.

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