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Vaccinazioni obbligatorie,
Nobili: «Garantire salute e
bene collettivo»

LEGGI - Il garante regionale per i diritti interviene in merito allo slittamento dell'obbligatorietà delle certificazioni sui vaccini per l'accesso agli asili, previsto dal decreto del Governo ed invita la Regione Marche a tutelare le proprie scelte anche attraverso una rivisitazione della normativa vigente in materia
giovedì 9 agosto 2018 - Ore 15:41
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Il garante regionale per i diritti, Andrea Nobili

 

«Lo slittamento al 2019 per l’obbligo delle certificazioni sui vaccini nelle scuole d’infanzia, così come previsto nel decreto governativo, non fa altro che rendere ancora più complessa una situazione già di per sé caratterizzata da due inevitabili filoni di riflessione: quello sanitario e quello giuridico». Così il garante regionale per i diritti, Andrea Nobili, interviene sulla questione vaccini.

Dal punto di vista sanitario già nell’estate del 2016, Nobili aveva sostenuto l’allarme lanciato dal presidente della commissione Sanità, Fabrizio Volpini, in relazione al tracollo delle vaccinazioni sotto la soglia di sicurezza prevista dai Livelli essenziali di assistenza (Lea). «Oggi – riprende Nobili – apprendiamo che, grazie all’obbligo introdotto nel 2017, la copertura dei vaccini sul territorio regionale è arrivata quasi ai livelli di salvaguardia. E questa è una notizia che dobbiamo accogliere con soddisfazione, cercando di non dimenticare che l’obbligo vaccinale è una misura nata a fronte di malattie che, nel passato, hanno causato morti e sofferenze. Un punto fermo ed irrinunciabile, che oggi assume aspetti di ulteriore significato al cospetto di una società multietnica, che contempla l’esposizione al contatto con persone provenienti da altri Paesi, in cui alcune malattie sono ancora presenti. La Regione Marche non può essere costretta a retrocedere da quanto già sancito e bene fa a garantirsi nuove forme di tutela, anche attraverso interventi sulla normativa vigente».

Sul fronte giuridico, già rappresentato dal garante in altre occasioni, Nobili ribadisce: «Il pur rispettabile e tutelabile interesse individuale – stigmatizza – non può che regredire rispetto all’interesse pubblico, in particolare quando l’oggetto del contendere ha una valenza prioritaria nell’ambito della nostra società, come nel caso di una effettiva tutela della salute. Un concetto che troppo spesso viene accantonato, ma che invece resta fondamentale nel bilanciamento dei principi costituzionali. La strada da percorrere è quella che coniuga al meglio i concetti di obbligatorietà e promozione della salute. Il mondo della scienza, quello medico tornino in prima linea e facciano sentire la loro voce».

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