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CM10, la notizia nella rete dei social:
giornalismo e Università a confronto

ANNIVERSARIO - In occasione del decimo anno dalla fondazione di CM, l'incontro all'ateneo di Macerata per riflettere sulla trasformazione della professione del giornalista nell'era di internet
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L’intervento del rettore Francesco Adornato

 

(Foto Fabio Falcioni e Andrea Petinari)

Il giornalismo non è più lo stesso, l’avvento dei social non ha trasformato solo il modo di fruire l’informazione ma anche il lavoro del giornalista che si trova a fare i conti con la velocità che spesso cozza con la ricerca della verità e con il rispetto dell’etica deontologica. Riflessioni significative e momenti di confronto ieri pomeriggio (19 settembre) all’Aula Verde del Polo Pantaleoni dell’Università di Macerata durante il convegno “La notizia nella rete dei social network” organizzato in occasione dei 10 anni di Cronache Maceratesi in collaborazione con l’Università di Macerata e l’Ordine dei giornalisti delle Marche.

La professoressa Francesca Chiusaroli

È stato il rettore Francesco Adornato a salutare i presenti raccontando la sua esperienza di “pre-digitale”: «Faccio esperienza di letture di diverse stagioni – ha detto – dalle notizie faccio una sintesi antropologica. I social non li uso ma credo che su questi nuovi temi sia necessaria una discussione di dimensione sociale, rappresentano un mondo crudele». Ha analizzato profondamente il connubio tra giornalismo e social network la professoressa di Linguistica di Unimc Francesca Chiusaroli. «La corsa ad arrivare per primi rischia di far perdere in qualità e fa commettere errori che poi si pagano. Tanto più che personaggi pubblici non hanno ancora capito che le loro bacheche sui social network non sono un affare privato». Dopo aver passato in rassegna gaffes sui social di personaggi politici o dei loro staff, la docente ha sottolineato il pericolo del formarsi di mondi ristretti che portano a travisare la realtà: «La tendenza è a condividere informazioni o a legarsi ad utenti che hanno la nostra stessa visione, il social la conosce e ci propone contenuti in linea, così si rischia di avere un mondo ristretto e di convincersi che sia il solo che esista». Dopo aver evidenziato l’uso di titoli sempre più d’impatto per attirare i click e la diffusione sempre più capillare di fake news, la professoressa ha sottolineato che «l’hashtag è un veicolo di cambiamento sociale».

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei

A ristabilire e a mettere l’accento sui doveri del giornalista, anche sui social, è stato Franco Elisei, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche: «Il social è una piazza pubblica, il giornalista lo è h24 perciò non può e non deve scrivere qualcosa che contrasta con la deontologia sulla propria bacheca». Poi qualche indicazione: «La pubblicazione sui social da parte degli utenti non è una notizia, è postata ma non testata. Il giornalista è il ricercatore della verità. La professionalità non può prescindere dalla verifica».

Sono intervenuti anche Alessandra Pierini e Gianluca Ginella per Cronache Maceratesi, Maria Francesca Alfonsi che ha parlato della sua esperienza in Rai portando l’esempio di Cm come una preziosa realtà da seguire e il giornalista Maurizio Verdenelli con un aneddoto su Il Messaggero. Il convegno è stato moderato da Matteo Zallocco, direttore di Cm.

CM10, festa di redazione (Foto)

CM10, Cronache dal 2008 a oggi

La giornalista Rai Maria Francesca Alfonsi

Gianluca Ginella, redattore di Cm

L’amministratore di Cronache Maceratesi Alessandra Pierini

 

Il giornalista Maurizio Verdenelli

Il rettore Francesco Adornato

 

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