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Whirlpool, aut aut di Di Maio:
«Okay agli ammortizzatori,
ma stop esuberi» (Tutte le foto)

SUMMIT - Primi risultati dall'incontro di Roma al ministero dello Sviluppo economico: il Governo è disposto a prorogare gli ammortizzatori sociali per tutto il periodo necessario, a patto che l’azienda abbatta gli esuberi, 50 per lo stabilimento di Melano nel Fabrianese e s’impegni al rilancio di tutti i siti produttivi italiani
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di Maria Nerina Galiè

Il Governo è disposto a prorogare gli ammortizzatori sociali per tutto il periodo necessario, a patto che l’azienda abbatta gli esuberi e s’impegni al rilancio di tutti i siti produttivi italiani. A metà ottobre il prossimo incontro.
Arrivano dalla Fiom Cgil e dalla Uilm le primissime notizie sull’esito dell’incontro al Mise, sulla vertenza Whirlpool, iniziata puntuale alle 15 e terminato dopo poco più di un’ora, oggi mercoledì 3 ottobre.

«Da parte del Governo nessun problema sul prolungamento degli ammortizzatori sociali – scrivono i sindacalisti della Fiom – ma a condizione che alla fine del piano industriale non ci siano più esuberi e che le produzioni estere siano riportate in Italia». A conclusione dei lavori, le parti sociali si sono date appuntamento al Ministero per metà ottobre. Azienda e sindacati hanno preso l’impegno di incontrarsi prima “per limare le distanze” che, evidentemente, ancora insistono sulle reciproche posizioni.

Altrettanto tempestivo il resoconto del segretario nazionale Uilm Gianluca Ficco responsabile dei settori auto ed elettrodomestici: «È stato ufficialmente confermato oggi dal ministro Di Maio l’impegno a superare i limiti posti dal Jobs Act. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali ci consente di scongiurare ben 800 esuberi, che altrimenti si determinerebbero il 31 dicembre di quest’anno. In più costituisce il presupposto per l’avvio di un nuovo piano industriale da parte di Whirlpool. Il ministro ha comunque condizionato tale disponibilità per il biennio 2019-2020 ad una condivisone sindacale e al miglioramento del piano industriale, anche con il ritorno di produzioni in Italia. A causa della necessità di ultimare la riorganizzazione delle fabbriche e degli uffici – dice ancora Ficco – ma soprattutto a causa dei bassi volumi di vendita inferiori alle aspettative, siamo difatti in presenza di 145 esuberi a Siena, 50 a Melano (Ancona), 135 a Comunanza (Ascoli), 160 a Napoli, a 140 a Carinaro (Caserta) e 165 negli staff localizzati fra la Lombardia e le Marche. Attualmente stiamo utilizzando cassa integrazione e contratti di solidarietà, ma purtroppo l’attuale normativa ha posto un termine rigido che ora occorre assolutamente superare per evitare, in Whirlpool come in molte altre imprese, il rischio di chiusure e di licenziamenti. Ora che il Governo ha aperto sulla possibilità di prorogare gli ammortizzatori sociali – conclude il sindacalista della Uilm – chiediamo a Whirlpool di fare la sua parte realizzando un piano di effettiva specializzazione degli stabilimenti e di sviluppo, così da utilizzare i prossimi due anni per azzerare finalmente gli esuberi. Chiediamo inoltre che siano concordati percorsi di stabilizzazione per i precari di Varese, che siano rivisti in meglio gli incentivi, nonché verificati i potenziali progetti di reindustrializzazione».

Presente all’incontro anche il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, insieme alle assessore al Lavoro, Loretta Bravi, ed alle Attività produttive, Manuela Bora, oltre ad una delegazione di sindaci dell’Ascolano e del Fermano. «Con il ministro Di Maio quando ci incontrammo a Fabriano avevo sottolineato due punti molto importanti che oggi sono stati recepiti − sostiene Ceriscioli −: il proseguimento degli ammortizzatori sociali per il 2019 e il 2020 per accompagnare un piano di rilancio e sviluppo dell’azienda migliorato e la necessità assoluta di scongiurare gli oltre 130 esuberi nella zona del cratere del sisma ancora nel pieno delle attività per la ripartenza. Allo stesso tempo avevo auspicato la possibilità di “reshoring”, per riportare a Comunanza la quota di lavasciuga da incasso che oggi l’azienda produce in Polonia. È chiaro che quello di questo incontro è un primo passo in avanti molto importante che dà tempo al nuovo percorso che si sta delineando, ma bisogna presidiare l’azienda affinché possa garantire questi risultati. Il piano industriale prevede una crescita che oggi si basa sull’innovazione e come Regione abbiamo gli strumenti per favorire questo indirizzo. Ci teniamo a seguire anche questa terza parte della vicenda perché vorremmo che lo sviluppo fosse vero e durevole».

Le parti sono state riconvocate per metà ottobre.

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