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Due ore di rock ed impegno sociale,
Bennato sul palco di Cupramontana.
A sorpresa il duetto con Pelù

MUSICA - Il cantautore napoletano ospite della 81esima Sagra dell'Uva ha cantato e dialogato con il pubblico per oltre due ore a ritmo di rock e blues. Non sono mancate le sue hit, l'omaggio alla sua Napoli ed una riflessione sulla società di oggi. Sulle note de "Il rock di capitano Uncino", l'inaspettato ingresso di Piero Pelù che sarà sul palco della manifestazione questa sera
sabato 6 Ottobre 2018 - Ore 19:41
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Piero Pelù a sorpresa sul palco di Cupramontana insieme ad Edoardo Bennato

 

Edoardo Bennato al concerto della Sagra dell’Uva di Cupramontana

 

«Questo non è un concerto di musica leggera, ormai lo avete capito». Le parole di Edoardo Bennato dal palco della 81esima Sagra dell’Uva di Cupramontana, ieri sera (5 ottobre), mentre si accinge ad intonare “Pronti a salpare”, una delle canzoni di chiusura, che fa da colonna sonora alle immagini di emigranti di ieri e di oggi ed alla scritta “Nel mio Paese nessuno è straniero”. Due ore e più di musica durante le quali il cantautore napoletano, che a 72 anni non perde il suo smalto, ha dialogato con il pubblico sul significato dello spettacolo che stava portando in scena e sulla genesi delle sue canzoni tra cui il brano più recente “Mastro Geppetto”, che a quarant’anni di distanza chiude il ciclo “Collodi” delle sue canzoni. E proprio da lì è partito il concerto, dal “Gatto e la Volpe” e prima ancora “Sono solo canzonette”. Bennato in solitaria sul palco con chitarra e l’immancabile armonica a scaldare la piazza. Nonostante i temi di impegno sociale – che hanno sempre caratterizzato la produzione dell’artista -, Bennato non ha deluso quanti attendevano i ritmi rock, tratto distintivo del cantautore – considerato tra i pionieri italiani del genere – e le sue hit più famose. L’ingresso della band imprime più energia alla musica e le canzoni scorrono una dietro l’altra. Dal ciclo “Collodi” anche “Mangiafuoco” e la più recente “Lucignolo”, che Bennato immagina in tempi moderni come un «pr di rave party, rivisitazione attuale del Paese dei Balocchi, dai quali si esce a catafascio». E poi, appunto, “Mastro Geppetto”, nata nel 2017, «ho immaginato Geppetto come un abile artigiano, insomma un mastro falegname andato in pensione che, rimasto solo si costruisce un burattino: “da mandare a scuola e con cui poter parlare”». E poi la data (1977) “In prigione, in prigione”, che parte dall’immagine di Pinocchio , derubato ed imbrogliato, che seppur innocente viene condannato dal giudice.

Non sono mancati gli omaggi alla sua Napoli «città dove vivo tuttora» con “A Napoli 55 ‘a musica”, e ad una sua icona, Eduardo De Filippo. Poi il ricordo a Enzo Tortora e Mia Martina prima di cantare la sua “La calunnia è un venticello”, tema che appare quanto mai attuale ai tempi dei social e della viralità del web.

Spazio anche al ciclo di canzoni dedicato a Peter Pan con “L’Isola che non c’è” ed il gran finale con sorpresa: Piero Pelù – ospite atteso per questa sera sul palco di Cupramontana – che duetta con Bennato “Il rock di capitano Uncino” e dà l’appuntamento a stasera. L’abbraccio dei due sul palco e il saluto. Manca poco più di un quarto all’una di notte. Non c’è spazio per il bis, ma non c’è nulla da aggiungere allo spettacolo.

(A. C.)

 

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