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‘Sinergy’, maxi multa
e via l’insegna pubblicitaria

OSIMO - Non bastavano i tentativi di furti subiti dal negozio di Rossano Stura. Dopo due anni di battaglie legali il suo punto vendita di Padiglione, come è già successo ad altri esercizi commerciali di Osimo, dovrà versare alla Provincia una sanzione che nel suo caso ammonta a 8890 euro. Secondo il codice della strada l'indicazione pubblicitaria è difforme rispetto alle disposizioni di legge
mercoledì 10 ottobre 2018 - Ore 18:28
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Il punto vendita Sinergy di Padiglione con l’insegna ‘incriminata’

Una sanzione di 8890 euro, conseguenza del verbale di contravvenzione della polizia provinciale, e via l’insegna pubblicitaria del ‘Sinergy’, il punto vendita di elettrodomestici di Rossano Stura, che si affaccia su via di Jesi a Padiglione. Questa insegna è stata l’ultima a ‘cadere’ nella tortuosa battaglia contro la burocrazia ingaggiata già da altri commercianti di Osimo, persino da titolari di ristoranti e dalle amministrazioni degli istituti di credito. Nel corso degli ultimi 5 anni ne sono state coperte tante  in diversi negozi cittadini, a partire dai centri commerciali di via Marco Polo e di via Ungheria, come atto finale di un’indagine svolta in tutta Italia dai carabinieri e iniziata nel 2013. I militari dell’Arma, nel corso di controlli incrociati avevano rilevato diverse difformità connesse alle altezze, alle dimensioni negli impianti pubblicitari a insegna anche sul territorio di Osimo, tutti regolarmente autorizzati dall’ufficio tecnico comunale ma non rispettosi degli standard di legge. Il codice della strada prevede infatti che l’autorizzazione delle insegne è sempre subordinata al preventivo nulla osta degli enti proprietari delle strade oltre che all’autorizzazione urbanistica dei Comuni. Per evitare disturbo visivo agli utenti autostradali, la legge impone il rispetto di determinate distanze, colori e dimensioni nelle forme della cartellonistica pubblicitaria. A svolgere i sopralluoghi prima di far partire le denunce per i reati che sono tutti contravvenzionali e che, per lo più, sono stati sanati con il pagamento di un’ammenda o un più semplice una sanzione amministrativa, hanno contribuito anche i carabinieri della Stazione di Osimo per le strade statali, gli agenti della Polizia locale di Osimo per quelle comunali e quelli della polizia provinciale per le strade provinciali come è appunto via di Jesi, a Padiglione.

Rossano Stura

Dopo la diffida e la notifica della multa, nel 2015 Rossano Stura aveva deciso di affidare alla giustizia il responso sulla legittimità della sua insegna, presentando un ricorso. Dopo due anni e mezzo di udienze in tribunale e dal giudice di pace (per impugnare una sanatoria poi negata), ieri è arrivata la pronuncia finale che lo ha condannato a pagare la multa salata e che gli ha imposto di rimuovere l’insegna. “Era stata  montata 9 anni fa da una ditta che secondo il contratto doveva, per mio conto, presentare anche tutte le pratiche autorizzative per la richiesta dei nulla osta. Ho pagato insomma il servizio ‘chiavi in mano’. Oggi l’azienda ha cambiato nome – commenta sconsolato Rossano Stura – Alla luce della sentenza sono in torto e ne prendo atto, pertanto pagherò la multa alla Provincia proprio come verso regolarmente le tasse e come ho pagato in questi anni la tassa pubblicitaria sull’insegna. Sono un cittadino che lavora e dà lavoro a 10 famiglie ma questa del codice della strada a me sembra una legge obsoleta. Adesso mi ritrovo a pagare 8890 euro di sanzioni rateizzabili alla Provincia di Ancona per la mia pericolosissima insegna che, secondo il codice della strada, potrebbe causare migliaia di incidenti davanti al mio negozio. Qui non ce n’é mai stato uno in tanti anni”.

Il titolare di Sinergy è consapevole di non essere stato l’unico commerciante di Osimo ad essere stato multato, “io però l’ho vissuta come un’ingiustizia. Mi sembra che ci sia un totale abbandono del buon senso, che ci sia un accanimento nei riguardi di chi lavora facendo mille sacrifici e onestamente. Ci sono poi carrozzoni vecchi, che costano ai contribuenti un mare di soldi. Vedere mia madre con gli occhi lucidi mentre tiravano giù l’insegna mi ha fatto montare la rabbia. Sono tornato a chiedermi chi me lo fa fare. – aggiunge amareggiato –  Ho subito 4 tentativi di furti in due anni con danni ai negozi, e ancora la giustizia deve fare il suo corso per individuare i colpevoli. L’insegna è di competenza della Provincia, mentre alle buche sulla strada o alla quercia che ho davanti il negozio ci devo pensare io. E’ assurdo.”.

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