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Ex fornaio morto sulla Flaminia,
l’investitore al giudice:
«Non l’ho visto, ho sentito solo un botto»

ANCONA - Questa mattina in tribunale l'udienza in cui è stato convalidato l'arresto del 47enne Fabio Peluso, operaio al volante della Mini Cooper che ha travolto e ucciso il 68enne Enrico Orlandini. Stava attraversando con la moglie lunedì sera quando è avvenuto l'incidente mortale. Il conducente dell'auto era ubriaco dopo aver bevuto alcuni drink a stomaco vuoto
giovedì 18 Ottobre 2018 - Ore 16:40
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L’incidente mortale lungo la Flaminia

 

«Non li ho visti mentre attraversavano, mi sono accorto che era successo qualcosa solamente quando ho sentito un tonfo. Avevo bevuto per il compleanno di un collega». Sono state queste le parole dette questa mattina davanti al gip da Fabio Peluso, l’operaio di 47 anni arrestato lunedì sera con l’accusa di omicidio stradale aggravato per aver investito e provocato la morte del 68enne Enrico Orlandini, ex titolare di una pizzeria di Falconara. Peluso, dipendente della Fincantieri, era risultato positivo all’alcoltest con un tasso nel sangue che sfiorava i 2 g/l. L’arresto è stato convalidato e il giudice si è riservato sulla misura cautelare da adottare. Il pm Andrea Laurino ha chiesto la conferma degli arresti domiciliari, condizioni in cui il 47enne si trova da tre giorni. L’uomo, ancora stordito da quanto accaduto, ha risposto alle domande del giudice, ricostruendo anche la serata in cui è avvenuta la tragedia. Stando a quanto emerso, subito dopo il lavoro si era recato al bar del Porto per festeggiare con un gruppo di colleghi il compleanno di uno di loro. C’è stato un aperitivo al termine del quale Peluso – difeso dall’avvocato Umberto Bianchelli – si è offerto di riaccompagnare con la sua Mini, acquistata da pochi mesi, un collega a Castelferretti. Qui i due hanno consumato una birra, sempre a stomaco vuoto. Poi, il 47enne si è rimesso al volante. Sulla Flaminia il dramma, quando Orlandini e sue moglie stavano tornando a casa, attraversando la strada. L’ex fornaio aveva spinto la coniuge via, prima che l’auto potesse colpire anche lei. La Mini si era fermata dopo almeno 300 metri di corsa. «Non riuscivo ad arrestare la corsa − ha detto Peluso − perché avevo dei frammenti del parabrezza addosso. Non riuscivo a muovere una mano e il volante mi era caduto sulle gambe».

Investimento mortale, automobilista positivo all’alcol test: arrestato

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