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Ostello chiuso: dichiarato inagibile,
manca il progetto di ristrutturazione

ANCONA - Dopo l'annuncio di una riapertura lampo con gestione temporanea a privati da parte dell'amministrazione, è confermata la mancanza di messa a norma della struttura già denunciata dagli ex gestori dell'edificio di via Lamatacci. Al momento non c'è traccia di un possibile progetto di messa in sicurezza: summit in Comune a fine mese per decidere il futuro dell'ostello. Non si torna indietro sull'ipotesi ex Verrocchio, come chiesto dai 5 Stelle. Marasca: «Strategica la struttura di fronte alla stazione»
sabato 20 Ottobre 2018 - Ore 11:48
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L’ingresso dello’ostello della gioventù di via Lamaticci ad Ancona

 

di Giampaolo Milzi

Dichiarato inagibile dal 2017, perché già da mesi prima necessitava di lavori di manutenzione straordinaria e messa a norma, è chiuso dal novembre scorso. E fino ad ora è stato trattato dall’amministrazione comunale come un oggetto misterioso. Vittima di dichiarazioni contraddittorie e poco chiare. Con l’assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio Paolo Manarini spintosi nel giugno scorso perfino ad annunciare che «le norme antincendio erano rispettate, che tutto era a posto perché i vigili del fuoco avevano ricevuto tutta la nuova certificazione richiesta. E che gli uffici (i suoi, ndr.) stavano lavorando sodo per risolvere il problema in tempi molto brevi, magari tramite una concessione temporanea a una ditta privata seguita poi da una gara d’appalto per una soluzione definitiva». Ora la verità sull’Ostello della Gioventù di Ancona viene a galla.

La situazione dello stabile al civico 7 di via Lamaticci? Inagibilità confermata dai vigili del fuoco (le certificazioni di Manarini erano pervenute oltre la scadenza massima, e andavano rifatte in toto), nessun progetto serio, nemmeno abbozzato. Certi anche la mancata garanzia delle norme anti-incendio ed altre carenze strutturali: presenza di infiltrazioni d’acqua in alcune camere da letto quindi non utilizzabili; caldaie per il riscaldamento da sostituire; deficit funzionale dei pannelli solari installati sul tetto e mai entrati in funzione. Ora la Giunta Mancinelli pare aver preso atto di questa problematica verità e l’assessorato ai Lavori pubblici ha convocato un summit per il 31 ottobre – al quale saranno presenti, oltre a Manarini, gli assessori Paolo Marasca (Cultura, Turismo e Politiche Giovanili) e Pierpaolo Sediari (Urbanistica), ed alcuni dirigenti, tra cui Giacomo Circelli (Gestione edilizia), Ciro Del Pesce (Cultura e Turismo), Riccardo Borgognoni (Servizio tecnologico) – per ripartire da zero e discutere della rinascita dell’ostello, così necessario per una città meritevole della qualifica di capoluogo di regione. Ne sembra convinto l‘assessore Marasca, che pure aveva assicurato una rapida riapertura e contatti costanti con l’associazione italiana Alberghi per la Gioventù lo scorso gennaio: «Per me e per l’ufficio Turismo si tratta di un immobile ricettivo di primaria importanza, utilissimo. Farò di tutto perché venga rimesso a punto e sia di nuovo operativo entro la prossima estate». Previsioni temporali difficili da rispettare. Anche se Marasca assicura di voler accelerare gli iter. «L’attuale sistemazione in via Lamaticci è strategica, perché vicina alla stazione ferroviaria, e lo stabile può e deve essere non solo ristrutturato, ma potenziato nella sua capacità di servizio». L’amministrazione ribadisce, dunque, la volontà di far ripartire la struttura del Piano.

Nessuna possibilità di riprendere in mano il progetto dell’ex Verrocchio – come sono tornati a chiedere i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle – cassato nel progetto di riqualificazione dell’area per poter vincere il Bando Periferie, poiché i criteri del Piano nazionale non includono gli ostelli tra le opere finanziabili. Un colpo di mano che ha scatenato l’ira dei progettisti del nuovo ostello al Verrocchio, tra cui alcuni degli ex gestori della struttura di via Lamaticci, pronti a far causa al Comune con il quale i rapporti si sono deteriorati anche per le vicende che hanno portato alla chiusura dell’edificio di fronte alla stazione. «È da tantissimo tempo, ancora prima di essere autonomi dall’Aig nazionale, che chiediamo con raccomandate al Comune, tramite un nostro ingegnere, di attuare i lavori di manutenzione straordinaria necessari per l’ostello», afferma Lamberto Battucci, presidente del nuovo Comitato Marche Aig autonomo, fondato dagli ex gestori della struttura dopo il Commissariamento dell’Aig nazionale. «Mai ricevuta una risposta − sottolinea Battucci −. E pensare che, in base al contratto d’affitto di gestione, quella manutenzione compete al Comune. Noi abbiamo investito 115 milioni per gli arredi, abbiamo garantito 8-10mila presenze l’anno, abbiamo operato bene. E vogliamo, nonostante tutto, restare in rapporti cordiali e collaborativi con la Giunta Mancinelli». Tra i nodi più intricati, però, resta quello dei fondi. Non pochi. La ristrutturazione non sarebbe cosa da pochi spiccioli. E poi quello della nuova gestione. L’assessore Marasca: «Sui fondi non mi pronuncio, è un aspetto di bilancio che non mi compete. Ma per la futura gestione dell’ostello faremo un bando perfettamente a norma di legge, aperto a tutti i soggetti che ne hanno diritto». Comitato Aig Marche compreso.

 

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