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Caccia, la Regione scavalca il Tar
e ripristina il calendario venatorio

AMBIENTE - Dopo la sospensiva delle attività di caccia nelle zone della Rete Natura 2000 decretata dal Tribunale amministrativo lo scorso venerdì, il Consiglio regionale ha oggi votato a maggioranza una nuova legge che aggira lo stop. Le opposizioni depositano una mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore competente, Moreno Pieroni
martedì 11 Dicembre 2018 - Ore 21:36
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Il tema della caccia torna per la seconda volta sui tavoli del Consiglio regionale nel giro di poco più di un mese e l’Assemblea approva oggi a maggioranza – contrari il Movimento 5 stelle ed i consiglieri Sandro Bisonni e Gianluca Busilacchi, astenuta la Lega – una nuova legge (ad iniziativa dell’assessore alla Caccia, Moreno Pieroni e del presidente della II Commissione, Gino Traversini), che ripristina l’esercizio venatorio nei siti della Rete Natura 2000, secondo le modalità previste dal calendario venatorio vigente. Un atto volto a scavalcare la sospensione stabilita lo scorso venerdì dal Tar delle Marche, che aveva deciso di accogliere la richiesta avanzata da Lac, Wwf ed Enpa, in attesa di esprimersi definitivamente sulla questione il 23 gennaio. È la seconda volta che l’assise approva una norma in antitesi con una decisione della Giustizia amministrativa, dopo l’emendamento al Testo Unico sulla caccia varato il 6 novembre in cui, aggirando la sentenza del Consiglio di Stato che aveva decretato lo stop alla caccia nei siti di Natura 2000 e nella prima settimana di febbraio, veniva ripristinato il calendario venatorio.
«Con questa legge – interviene nel dibattito il presidente della giunta regionale, Luca Ceriscioli – ripristiniamo quella condizione che ha permesso ai cacciatori e al mondo agricolo di trovare l’equilibrio necessario per difendere il lavoro nei campi. C’è un’emergenza cinghiali, c’è una legge regionale che stabilisce la validità del Piano faunistico, sono stati svolti tutti i passaggi legislativi e amministrativi in maniera corretta. La legge non verrà dichiarata incostituzionale dalla Consulta perché poggia su presupposti coerenti e chiari. Senza questa legge ci troveremmo ad affrontare un’emergenza peggiore».
Di tutt’altro avviso le opposizioni consiliari, con Bisonni che ha parlato di «atto incostituzionale che sarà impugnato al 100%» e Busilacchi che paventa il «rischio di responsabilità penali e contabili con un atto irricevibile». Per dare la cifra di quanto scottante sia il tema, stamattina il M5s ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Pieroni – sottoscritta anche da Bisonni e dai consiglieri della Lega Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia – in seguito ad una «indegna lettera» inviata dall’assessore ai cacciatori all’indomani dell’approvazione dell’emendamento del 6 novembre, in cui metteva nero su bianco i nomi di chi aveva votato contro, gesto considerato come «una vergognosa intimidazione».

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