La consigliera comunale di Vola Senigallia ha deciso di non ricandidarsi. «Si tratta di una scelta maturata con attenzione, senso di responsabilità e piena consapevolezza» spiega. per poi aggiungere: «In questi ultimi cinque anni ho svolto dai banchi dell’opposizione il mio ruolo in consiglio comunale senza mai interrompere la mia attività professionale di medico, cercando di coniugare entrambi gli impegni con serietà e dedizione. È stato un percorso intenso, non privo di difficoltà, che ho cercato di interpretare con concretezza e guidata dall’ascolto dei bisogni della comunità».
Sono giorni frenetici per ultimare le liste in vista delle elezioni in programma il 24 e 25 maggio ma Stefania Pagani, sempre molto attiva in aula, non la ritroveremo. Era stata eletta nel 2020 nella civica Vola Senigallia di sostegno al candidato sindaco Fabrizio Volpini.
«Nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, ho portato a termine l’intero ciclo amministrativo, esercitato il mio ruolo in autonomia e libertà di giudizio, senza conformarmi a schemi precostituiti, senza ambiguità, evitando di cedere a posizionamenti dettati dalla convenienza, esprimendo sempre con chiarezza le mie posizioni – prosegue -. Questo, inevitabilmente, non mi ha sempre resa una figura “simpatica” nel panorama politico locale, ma forse questo è semplicemente il prezzo della coerenza, che ritengo un valore imprescindibile. E chi mi conosce lo sa bene. Concludo questo mandato istituzionale con una visione più ampia e con la convinzione che esperienze come questa debbano essere accessibili a molti, per il bene di tutti».
Infine un consiglio per chi invece ha deciso di ricandidarsi: «per riconquistare la fiducia dei cittadini, la politica locale dovrebbe liberarsi dalla ricerca del consenso a ogni costo e archiviare la stagione della rissa permanente che troppo spesso ha caratterizzato il consiglio comunale. Troppe volte da entrambe le parti è mancata la capacità di fare autocritica, che dovrebbe sempre precedere ogni rivendicazione di merito.
A volte i fatti hanno dato l’impressione di una politica che non riesce a esprimersi come servizio, ma che tende a inseguire cariche e posizioni.
Ecco, non dipende da questo la mia decisione, ma è anche a questo che ho deciso di rinunciare, scegliendo di continuare, come ho sempre fatto, a contribuire alla vita della comunità attraverso il mio lavoro e mettendo a disposizione competenze, esperienza e senso civico. Lascio l’attività politica istituzionale, ma non l’impegno civico: continuerò a sostenere, con convinzione e libertà, le iniziative e le battaglie che riterrò giuste. Per la mia città».
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