Sul caso Campanile, escluso dal Pd interviene Maurizio Mangialardi, consigliere regionale dem. «Il lavoro svolto in queste settimane dal Partito Democratico e dal candidato Dario Romano va riconosciuto con serietà e rispetto – dice l’ex sindaco di Senigallia -. È stato costruito un percorso politico e programmatico importante, capace di tenere insieme tutte le anime del centrosinistra attorno a una proposta credibile per Senigallia, fondata sui bisogni reali della città e sulla necessità di rilanciarne il futuro». Fatta questa premessa, aggiunge:: «Dentro questo sforzo c’è stato anche il tentativo, giusto e politicamente lungimirante, di ricucire uno strappo che risale al 2020 e che in questi anni ha segnato una parte del campo progressista senigalliese. Per questo considero importante il confronto aperto con Gennaro Campanile». Nella precedente tornata elettorale l’attuale consigliere comunale di Amo Senigallia, che è stato anche assessore nella Giunta Mangialardi, aveva lasciato il partito. Gli erano state negate le primarie e lui si era candidato da solo, da civico, spaccando il centrosinistra. Mossa che aveva finito per agevolare l’ascesa del centrodestra, ora al governo della città. Era pronto adesso a tornare da indipendente ma ha trovato la strada sbarrata. Ha deciso così di non ricandidarsi.
«Campanile, in questi anni, ha esercitato un’opposizione ferma, puntuale ed efficace nei confronti dell’amministrazione di destra, distinguendosi nei contenuti e nei modi. Ha manifestato una disponibilità che meritava e merita attenzione – prosegue Mangialardi -. Per questo ritengo che ogni tentativo utile a ricomporre questo passaggio vada portato fino in fondo. Dario Romano ha dimostrato senso di responsabilità e volontà unitaria, indicando una strada che tutte le forze politiche e civiche del centrosinistra devono ora percorrere con spirito costruttivo. L’obiettivo è verificare fino all’ultimo la possibilità di un’intesa che consenta di coinvolgere Campanile, nella modalità più utile e coerente dentro il progetto per Senigallia. Naturalmente, questo richiede disponibilità reciproca. Se ci sarà, penso che ci siano ancora le condizioni per arrivare a un esito positivo. Se invece dovesse emergere una chiusura definitiva, andrà presa con rispetto, senza polemiche, proseguendo con determinazione il cammino già avviato». Mangialardi tende quindi una mano a Campanile. «In una fase come questa serve lavorare per unire, senza ambiguità e senza forzature – conclude -. Fare fino in fondo tutto ciò che è utile per allargare e rafforzare il progetto è un dovere politico. Poi, una volta verificata con serietà ogni possibilità, occorre avere anche la chiarezza e la solidità per andare avanti».
sa.mar.
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