Passetto, manutenzione della spiaggia
sotto la lente dell’università:
al via il monitoraggio ambientale
Restituire decoro alla spiaggia del Passetto per una nuova stagione balneare ma senza compromettere il patrimonio naturale che la rende unica e quindi nei tempi giusti. Con questo approccio scientifico e attraverso una determina dirigenziale, il Comune di Ancona lo scorso 26 maggio ha fissato l’impegno di spesa per il monitoraggio ambientale «ex ante, in fieri ed ex post» degli interventi di manutenzione ordinaria, necessari come ogni anno di questi tempi «per procedere al ripristino della spiaggia urbana del Passetto, attraverso il riposizionamento della ghiaia spostata nella zona retrostante, a causa delle mareggiate invernali». L’operazione richiede una particolare, attenzione scientifica data «la delicatezza ambientale del sito». La spiaggia del Passetto è situata all’interno del Parco Regionale del Conero ed è adiacente a un sito Natura 2000, ogni movimento di materiale pertanto deve essere attentamente coordinato per non compromettere l’ecosistema marino, rendendo indispensabile una supervisione tecnica costante durante tutte le fasi dei lavori.
Il fulcro della ricerca sarà la salvaguardia delle specie marine rare presenti nel tratto costiero. In particolare, gli esperti dovranno monitorare lo stadio di crescita e riproduzione di macroalghe indicatrici come la Cistoseyra compressa e la Gongolaria barbata con la finalità di «individuare il momento migliore per effettuare le attività manutentive e non arrecare interferenze con le suddette fasi riproduttive. E’ stato infatti constatato che, probabilmente a causa della stagione particolarmente calda registratasi, non vi è certezza che esista un periodo di completa assenza della fase riproduttiva delle specie più rare presenti in mare, in particolare di quelle scelte come indicatori. -specifica l’atto. Pertanto non è stato sufficiente valutare la presenza o meno di attività riproduttiva ma è stato necessario misurare lo stadio raggiunto dalla fase riproduttiva delle differenti specie, in modo da individuare il momento migliore per effettuare le attività manutentive e non arrecare interferenze con le suddette fasi riproduttive».
L’Amministrazione comunale ha scelto di affidarsi direttamente al Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnico delle Marche (Univpm DiSva). La scelta è stata suggerita dall’elevato profilo professionale del team accademico e dalla sua «perfetta conoscenza dei luoghi», che garantisce continuità con i monitoraggi condotti negli anni precedenti. L’investimento complessivo per il servizio ammonta a 18.300 euro (inclusa l’Iva), finanziati tramite fondi regionali destinati alla difesa della costa e alla manutenzione degli arenili. Il piano Univpm utilizzerà tecnologie avanzate. I ricercatori utilizzeranno rilievi video tramite Rov, i veicoli subacquei operati da remoto, e analisi di immagini ad alta definizione per mappare gli habitat. Sarà inoltre monitorata costantemente la trasparenza della colonna d’acqua con il disco di Secchi, per garantire che la movimentazione della ghiaia non superi soglie critiche di torbidità.
(Redazione CA)
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