«Aggredito mentre intervistavo Vannacci»
Inviato di Pulp Podcast accusa Paolorossi
(Video)

CIVITANOVA - Ivan Grieco denuncia: «Il sindaco di Filottrano mi ha strattonato e strappato di mano la telecamera lanciandola a terra». Paolorossi cambia versione: prima «Non c'ero», poi «Ho allontanato la telecamera». Barboni resta nell'ombra dopo il caso di San Benedetto, il Generale prende le distanze e incorona Ciarapica: «Un grande sindaco, ha fatto tanto per la sicurezza»
Le parole di Luca Paolorossi e Ivan Grieco dopo l'episodio che li ha visti protagonisti

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Luca Paolorossi intervistato da Cronache all’uscita dallo Shada

di Laura Boccanera

«Aggredito dal sindaco Paolorossi mentre cercavo di intervistare Vannacci», inviato di Pulp Podcast minacciato dal primo cittadino leghista di Filottrano che però prima nega tutto, «Nessuno ha fatto niente, nemmeno c’ero, non so niente, non ero lì. Dio solo sa quanto odio la violenza» poi dai suoi social spiega: «questo giornalista petulante e insistente fomentava odio. Io ero lì, quando la sicurezza ha reagito ho allontanato la telecamera».

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Ivan Grieco

Cronaca a margine dell’incontro con il Generale Vannacci di questa mattina allo Shada. Ad accogliere il leader di Futuro Nazionale a Civitanova non ci sono state proteste (come avvenuto invece ieri in Abruzzo), né contestatori, fatta eccezione per due striscioni comparsi nel sottopasso di via Indipendenza con scritto “Vannacci ti puzzano i piedacci”, subito rimossi in mattinata. Il comizio si era svolto senza grosse polemiche, ma all’uscita, quando Ivan Grieco, streamer e youtuber inviato per Pulp podcast, ha provato a fare alcune domande al Generale, il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi lo avrebbe strattonato e aggredito facendogli cadere a terra la strumentazione audio video.

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Luca Paolorossi, sindaco leghista di Filottrano, in prima fila durante il comizio di Vannacci allo Shada

È lo stesso Grieco a raccontarlo: «Vannacci mi ha detto che non voleva rispondermi perché mi considera un disturbatore e non mi vuole ai suoi eventi. Alle mie spalle è arrivato questo sindaco Paolorossi che mi ha aggredito strattonandomi, buttandomi a terra microfono e videocamera e poi mi hanno trascinato tutti via e minacciato e insultato. Le forze dell’ordine mi hanno identificato, spero identifichino anche loro».

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Paolorossi, Ciarapica, Vannacci e Turchi oggi allo Shada

A caldo, interrogato sull’accaduto Paolorossi con fare sbrigativo ha negato tutto a Cronache Maceratesi: «Nessuno ha fatto niente, nemmeno c’ero, non so niente, non ero lì. Dio solo sa quanto odio la violenza», poi invece, una volta che quanto accaduto ha iniziato a circolare è intervenuto con un video che ha postato sul suo profilo Facebook accompagnato da queste parole: «Incredibile ma vero: anche oggi è andata in scena l’ennesima strumentalizzazione. È già stato diffuso un video in cui un giornalista sostiene che io lo abbia aggredito alle spalle e gli abbia distrutto la telecamera. Una ricostruzione che respingo e che considero profondamente fuorviante. Prima di emettere sentenze, però, invito tutti a guardare i fatti. Mostrerò il video completo, così ognuno potrà farsi un’idea sulla base delle immagini e non delle ricostruzioni di parte. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento alle forze dell’ordine e al personale della sicurezza del locale, che sono intervenuti con tempestività e professionalità per allontanare il disturbatore che, con atteggiamento aggressivo, ha insultato e aggredito verbalmente il Generale, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Io sono venuto ad ascoltare un amico, Roberto Vannacci, invitato ed ascoltato, sono arrivato in quest’area privata e questo giornalista petulante e insistente fomentava odio. Io ero lì, quando la sicurezza ha reagito ho allontanato la telecamera. Ringrazio le forze dell’ordine, mi hanno chiesto qual è il mio nome? Sono Luca Paolorossi, sono il sindaco di Filottrano, non aggredisco nessuno».

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E se Paolorossi ha fatto rumore, è passato invece quasi inosservato Giuseppe Barboni, l’attivista vannacciano sambenedettese che ha aggredito un cittadino iracheno che bloccava il traffico. Il video ha fatto il giro del web e dopo alcuni giorni (e anche oggi al punto stampa) Vannacci ha preso le distanze dalla violenza, seppur non ritenendo necessari provvedimenti verso Barboni. Il 38enne sambenedettese è stato a malapena riconosciuto tra i tanti che affollavano la platea per il generale: occhiali scuri, vestito di nero, si è tenuto in disparte rispetto alla passarella. Non era al fianco di Fabrizio Ciarapica ad esempio che nei primi giorni dopo l’accaduto ha detto di non conoscerlo, ma è spuntata fuori una foto che li ritrae vicini. Da qui oggi una ulteriore spiegazione: «Non ho dichiarato di non conoscere, ho detto che non lo conoscevo direttamente e che l’ho incrociato, intravisto in un’occasione».

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Il comizio civitanovese di Vannacci è stato l’occasione anche per discutere dei piani del partito sul sindaco di Civitanova, salito sul carro in corsa nel momento di massimo gradimento e crescita di Futuro Nazionale in modo del tutto inaspettato e senza dire nulla alla sua stessa maggioranza in Comune. Vannacci non ha nascosto che le ambizioni di Ciarapica di sedere in Parlamento con una candidatura alle elezioni politiche potrebbe trovare terreno fertile:

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Roberto Vannacci con Fabrizio Ciarapica (in basso a sinistra il consigliere Gianluca Crocetti)

«Ciarapica è un grande sindaco – ha detto Vannacci nel punto stampa – lo dicono i fatti e non Vannacci, ha trasformato Civitanova. Se sarà candidato lo vedremo, i galloni si guadagnano sul campo. Ciarapica potrà avere tutto lo spazio che vorrà ma ce lo dovrà dimostrare lui. Non prenoto posti per nessuno, ma ha già dimostrato il suo valore. Civitanova è il simbolo di quanto un sindaco possa fare per la sicurezza. Quando vari sindaci di città ci vengono a raccontare che la sicurezza è un problema del governo, proprio per niente, un paio di ciufoli. Il sindaco è l’attore principale della sicurezza del proprio paese e il sindaco Ciarapica ne ha dato proprio una dimostrazione. Hanno un assessore alla sicurezza, partecipano al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica indetto dal prefetto, hanno in mano gli strumenti delle ordinanze contingibili e urgenti che vengono concesse loro dalla legislazione in atto. Possono fare ordinanze, chiudere negozi, considerare determinate zone off limits per determinati periodi della giornata, intervenire con le telecamere, intervenire con la polizia locale. Hanno una miriade di strumenti e soprattutto ne hanno uno che conta più di tutti: la conoscenza. La conoscenza dei propri cittadini, della propria città, delle aree che vengono coinvolte, che eventualmente sfuggono al controllo. Questo fa di loro i primi attori nell’ambito della sicurezza. Ma Ciarapica si è distinto non solo per la sicurezza, perché quando si riporta la sicurezza si rilancia l’economia, si rilancia il commercio, si rilancia la vita che caratterizza il centro e e credo che Fabrizio Ciarapica ne abbia dato un fulgido esempio».

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