Ancona al centro della
cardiochirurgia mondiale:
470 specialisti alle Muse
I massimi esperti mondiali del cuore si sono dati appuntamento nelle Marche per studiare la tecnica chirurgica d’avanguardia nata e sviluppata nel capoluogo dorico. Al Teatro delle Muse si è chiusa nei giorni scorsi la quinta edizione dell’Ancona Live Course – Minimally Invasive and Transcatheter Cardiac Surgery, l’evento internazionale che ha trasformato la città nella capitale europea della cardiochirurgia mini-invasiva. Il congresso, organizzato direttamente da una singola struttura ospedaliero-universitaria, ha registrato numeri da record: 470 partecipanti arrivati da 44 Paesi del mondo. Tra le poltrone del teatro si sono alternati chirurghi, cardiologi e anestesisti provenienti da Europa, Stati Uniti, Asia, Sud America e Medio Oriente, tutti uniti dall’interesse verso i protocolli clinici e i modelli operativi sviluppati dal team dorico.
Al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale c’è lo specifico approccio trans-ascellare per la chirurgia delle valvole cardiache, ideato e progressivamente standardizzato dalla Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (AOUM), diretta dal professor Marco Di Eusanio. La tecnica permette di eseguire interventi complessi evitando la classica e traumatica apertura completa dello sterno: ai chirurghi basta infatti una piccola incisione di circa quattro centimetri nascosta nell’ascella destra del paziente. I dati registrati all’interno dell’ospedale regionale certificano l’applicazione sistematica di questa filosofia: dal 2017 a oggi l’utilizzo delle metodiche mini-invasive valvolari nella struttura anconetana è balzato dal 50% al 90% dei casi complessivi. Si tratta di una percentuale che delinea uno standard di eccellenza assoluto se si pensa che la quota di partenza del 50%, superata da anni ad Ancona, rappresenta ancora oggi il punto di riferimento e il benchmark dei principali programmi di cardiochirurgia negli Stati Uniti e in Germania.
Il polo ospedaliero-universitario marchigiano si è consolidato come un vero e proprio hub formativo per la sanità globale, tanto da ospitare regolarmente specialisti stranieri che si trasferiscono nelle Marche per apprendere la metodica trans-ascellare direttamente in sala operatoria. Nel corso del solo anno precedente, il centro ha totalizzato ben 36 settimane di formazione internazionale sul campo. Durante i lavori del congresso, ampio spazio è stato dedicato anche ai protocolli multidisciplinari Eras (Enhanced Recovery After Surgery), finalizzati ad accelerare il recupero post-operatorio e a ridurre l’impatto del trauma chirurgico sul paziente. Un ambito, quest’ultimo, che vede la Cardiochirurgia di Di Eusanio e la Cardioanestesia guidata dal dottor Christopher Munch posizionate tra le équipe pioniere a livello globale nei programmi di recupero ultra-rapido.
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