facebook rss

Esame di maturità,
gli studenti bocciano il ministro:
«Noi non siamo cavie»

ANCONA - In oltre 300 hanno manifestato davanti all'Istituto scolastico regionale per protestare contro le novità introdotte dal dicastero diretto da Marco Bussetti: «Hanno creato confusione e incoerenza, anche gli insegnanti sono stati presi in contropiede. Non siamo nelle condizioni di prepararci»
Print Friendly, PDF & Email

La manifestazione di oggi

 

di Giampaolo Milzi

In oltre 300 in strada stamattina, con ben inquadrato nel mirino della protesta il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, bocciato senza appello. L’accusa: «Ha stravolto l’esame di maturità, creando confusione e incoerenza tra nuclei tematici, eliminando alcune prove importanti e soprattutto prendendo in contropiede studenti e insegnanti, i quali non sono nelle condizioni di prepararsi secondo le nuove linee guida».

Pionieri della mobilitazione andata in scena stamattina dalle 10 alle 12 in via XXV Aprile ad Ancona, all’ingresso della sede dell’Istituto scolastico regionale (numero civico 19) proprio gli studenti, in particolare quelli del liceo scientifico “Galilei” del capoluogo regionale, i quali sono stati incoraggiati ad esprimere il dissenso pubblicamente da alcuni prof. “Noi non siamo cavie”, lo slogan scandito più volte nel corso di un sit-in colorato e pacifico, dove campeggiava un lungo striscione con su scritto “Per l’esame che vogliamo il tempo giusto pretendiamo”. Due quindi i temi dello scontro critico nei confronti delle linee guida impartite dal ministro nell’ottobre scorso sul nuovo esame di maturità. «Il notevole ritardo con cui la nota informativa sulle modalità di svolgimento è stata diramata, modalità su cui anche la stragrande maggioranza dei docenti non è preparata l’eliminazione di alcune delle consolidate modalità precedenti», hanno spiegato alcuni dei giovani che hanno aderito all’appello a manifestare lanciato dall’associazione studentesca Albatros – Rete degli Studenti Medi Ancona e dalla Rete degli Studenti Medi Marche. «Un esempio delle contestazioni, tante per cominciare? Per la prova d’italiano, uguale per tutti gli istituti, è stata eliminata la possibilità del tema su argomento storico, sostituita con quello sul diritto costituzionale – ha spiegato Giulia Capriotti, responsabile della comunicazione per la Rete studenti regionale – Come se nelle medie superiori si insegnasse la Costituzione, magari». «Solo negli istituti tecnici ed economici, come all’Alberghiero, nei programmi compare il diritto, ma si tratta di normative di settore, mica di diritto costituzionale – ha aggiunto Sami Ghammi, coordinatore delle Rete – E poi prepararsi bene per l’opzione del tema storico è importante per le tutte le scuole superiori, perché imparare dal passato, dalla memoria condivisa, significa maturare meglio e interpretare in modo più efficace il mondo di oggi». E ancora, il decreto del ministro elimina la terza prova (un test con domande per ciascuna materia) e cambia la seconda (quella “d’indirizzo”, diversa per ogni istituto) che non sarà più incentrata su una materia unica, ma su due. Nei licei classici, ad esempio, in un’unica sessione i candidati alla maturità dovranno svolgere sia la versione di latino che quella di greco; in quelli scientifici sia il compito di matematica sia quello di fisica. «Anche in questo caso, se il tempo a disposizione resta lo stesso, è chiaro che veniamo penalizzati – ha sottolineato Gnammi – Pretendiamo il tempo giusto».  Quasi tutti delle superiori di Ancona quelli “in azione” stamattina – anche per i crediti formativi obbligatori, quelli ottenuti in genere partecipando ad attività laboratori ali e/o extradidattiche. Giulia Capriotti: «Le nuove linee guida li portano da 25 a 40 ore, e poi impongono agli insegnanti di conteggiarli già adesso, a metà anno scolastico. Un sovraccarico di lavoro per noi, senza contare i problemi organizzativi ed il fatto che questo è un argomento importante, perché i crediti fanno punteggio». Contestatissimo, inoltre, il metodo per l’ammissione all’esame: non è più richiesta la sufficienza in ogni materia, basta la media del 6. «E’ possibile che un 4 in italiano possa fare media con un 8 in ginnastica? E poi questo metodo non stimola e aiuta certo chi deve colmare le lacune nelle materie più importanti e a preparasi bene per tutte, anche quelle d’indirizzo», ha continuato Giulia. Intorno alle 10, una delegazione del Movimento studentesco contro l’esame di Stato – analoghe manifestazioni si sono svolte e si svolgeranno in altre città italiane – è stata ricevuta da Luca Galeazzi, vice direttore generale dell’Istituto scolastico regionale, il quale si è dimostrato sensibile alle rivendicazioni dei ragazzi promettendo di comunicarle al Ministero per l’Istruzione, la ricerca e l’università (Miur). Gli studenti in mattinata hanno raccolto circa 200 firme, che vanno ad aggiungersi alle oltre 600 della petizione lanciata on line (su www.change.org) a sostegno della loro protesta. «Una protesta e una mobilitazione costruttive, che proseguirà con l’assemblea che abbiamo convocato per la prossima settimana ad Ancona – hanno detto portavoce della Rete – L’obiettivo è incontrare il ministro Bussetti a Roma, convincerlo a sospendere le nuove linee guida dopo quel confronto con le nostre rappresentanze che è mancato e che riteniamo necessario per difendere pienamente il diritto allo studio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X