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Sanità, Busilacchi:
«Superare l’Asur istituendo
aziende sanitarie provinciali»

ANCONA – La proposta del consigliere regionale Art.1-Mdp è partita dal convegno sull'andamento del sistema sanitario marchigiano organizzato dal partito lo scorso sabato, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell'ex direttore del Servizio salute della Regione Marche, Claudio Maffei e Giuseppe Zuccatelli, ex direttore generale dell’Inrca
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Spacchettare l’Azienda sanitaria unica regionale, istituendo cinque realtà provinciali. È la proposta lanciata dal consigliere regionale Art.1-Mdp, Gianluca Busilacchi, durante il convegno sulla sanità marchigiana, organizzato dal partito sabato scorso ad Ancona. Un format con tavoli di confronto divisi per tematiche che ha registrato oltre un centinaio di presenze e volti noti della politica e della sanità, tra cui l’ex direttore del Servizio salute della Regione Marche, Claudio Maffei e Giuseppe Zuccatelli, ex direttore generale dell’Inrca. Tavoli da cui sono emerse «alcune verità scomode. Se vogliamo davvero passare da una centralità dell’ospedale ad una del territorio, come da anni ci diciamo – sottolinea Busilacchi –, occorre rivedere probabilmente l’architettura della sanità regionale, attraverso il superamento dell’Asur e l’istituzione di aziende sanitarie provinciali, riducendo, invece, ad una sola azienda regionale le aziende ospedaliere. Una proposta che resta aperta all’analisi e al confronto, ma che sono certo debba procedere lungo la linea concettuale di meno ospedale e più territorio».
Tra i nodi da sciogliere della sanità marchigiana rimarcati durante il convegno, lo scarso coinvolgimento degli addetti ai lavori nella fase di elaborazione delle scelte e l’abbandono dello Stato nei confronti delle Regioni, a cui fa da contraltare una spietata competizione localistica sugli assetti sanitari ad alto tasso di politica.
Per quanto concerne il Piano socio-sanitario tutt’ora in vigore, in attesa che, sul nuovo, venga avviata a breve la discussione in Commissione regionale Sanità, «il maggior limite – afferma Busilacchi – è che sia stato poco attuato, non essendosi registrate novità di rilievo sulle reti cliniche e sugli ospedali di comunità. Anzi, abbiamo progressivamente assistito ad un impoverimento della rete dell’emergenza e delle strategie della prevenzione, un sostanziale stallo, nonostante gli sforzi, sul fronte della lotta per l’abbattimento delle liste di attesa, un incremento della mobilità passiva e della spesa farmaceutica, ma soprattutto l’assenza di un adeguato sistema informativo che possa fornirci, anche a noi consiglieri, dati e analisi necessari per approntare le corrette soluzioni di politica sanitaria».

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