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Un condominio, tre generazioni,
una famiglia: la reunion
degli ex inquilini di via Metauro 60

ANCONA - E' accaduto oggi, quando 50 persone - tra ex condomini degli anni '70, '80 '90 e attuali abitanti del palazzo di Torrette - si sono ritrovate a pranzo al ristorante la Cilicchia di Agugliano per ricordare i tempi passati, quando si bussava alla porta del vicino anche solo per fare una chiacchierata
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Inquilini ed ex di via Metauro 60

 

Un reunion di condominio, comprendendo inquilini ed ex che a partire dagli Settanta hanno abitato in via Metauro 60. L’idea ha preso forma questa domenica, quando 50 persone si sono trovate a pranzo al ristorante Cilicchia di Agugliano per dare forma ai ricordi che hanno caratterizzato negli ultimi quaranta anni il condominio di Torrette. Un tuffo nel passato per le famiglie che non abitano più nel palazzo, ma anche per quelle che ancora ci vivono. La rimpatriata è stata organizzata dalle torretane Martina Subissati e Cristina Gazzani con l’intenzione di far rivivere lo spirito solidale e amichevole che legava il vicinato. Al pranzo hanno partecipato intere generazioni, dai “nonni” del condominio fino ai più piccoli. Per ricostruire il gruppo di un tempo a tavola si sono aggiunti altri residenti di via Metauro, non necessariamente inquilini o ex del civico 60. Per l’occasione, un condomino di vecchia data, Simone Gazzani ha scritto una poesia in dialetto: 

“Quella che ve sto a raccontà
Non è la storia mia
È la storia d’un palazzo
O mejo de na via.
La faccio corta
Non vojo fa la lagna
Insomma è la storia de tanta brava gente
Che abitava su pe na salita
Che da le Turete purtava a la campagna
Io so arrivato ‘ntel 73
Pogo dopo el terremoto
Dej’anni prima ho visto solo qualche foto
Ricordo l’armonia e le risate
De tutta cu la gente
Che era bona a ride e a fa casì ancora senza niente
Si perché parlamo de anni
Molto prima del cellulare
Quando ce se divertiva a giogà sotto casa
O a andà a fa i zucchetti al mare
Ricordo i personaggi e le voci de allora
Gente che nun c’ è più tipo:
Gilda Marino Marisa Franco Sirio e Nora
A pensacce adesso
Pare el medioevo
Se solo penso che c’era sempre qualcuno
Ad aiutamme quando ero fjolo e piagnevo
Oddio dovevi ancora rigà dritto
A combinà i casini
Altrimenti tutti i grandi
Erane autorizzati a datte scupuloni e ciacagnini
Si ce se aiutava come se puteva
Se uno c’aveva un fjolo più grande
Al fjolo piccolo del vicino i vestiti je passava
Adè ce da fastidio tutto
Le voci, i rumori
Invece era bello
Quando la sera ce incontrammi tutti fori
E cu la volta de la neve?
Eravamo tutti sciatori!
Ma miga co gli sci
Nialtri sciammi con le sachette e i cupertoni
Se me guardo indietro
Vedo che nun c’avemmi niente
E tanto tempo è passato
De quando ce se incontrava su pe le scale
Con tutto el vicinato”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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