facebook rss

Barriera antirumore, Casini:
«Regione al fianco dei Comuni»

INFRASTRUTTURE – Doppio appuntamento sul muro che dovrebbe correre lungo la linea ferroviaria Adriatica: mentre a palazzo Raffaello si è riunito il tavolo tecnico con Rfi, Arpam e sindaci ed amministratori di alcuni dei comuni coinvolti, il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegna la giunta a farsi «portavoce, in tutte le sedi competenti, delle decisioni assunte da ciascun Comune interessato dagli interventi di risanamento acustico
Print Friendly, PDF & Email

Tavolo tecnico in Regione sulla barriera Rfi

 

Il D-day della barriera antirumore di Rfi si è giocato oggi tra palazzo Leopardi e palazzo Raffaello, i due poli di potere regionali. Se nel primo, l’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione che racchiude le sette mozioni «antimuro» depositate negli scorsi giorni dai consiglieri regionali, al sesto piano del secondo è stato convocato il primo tavolo di lavoro sul procedimento amministrativo per la conformità urbanistica del Piano di risanamento acustico di Rfi, che ha visto la partecipazione della direzione investimenti di Rete ferroviaria italiana (Rfi), dell’Arpam, e dei sindaci e amministratori di Ancona, Falconara, Pesaro, Mondolfo, Montemarciano, Porto Sant’Elpidio, Fermo e Cupra Marittima. «La Regione sposerà, in ogni singola conferenza dei servizi relativa a ciascun Comune, la posizione dell’amministrazione comunale coinvolta – afferma la vicepresidente della giunta regionale, Anna Casini –. Ogni Comune ha un’esigenza diversa, perché alcuni hanno le barriere ubicate lungo la fascia costiera, altri in arretramento. Abbiamo chiesto, pertanto, l’invio degli atti che dimostrino la posizione comunale, insieme alle motivazioni». Dal canto suo, Rfi ha già evidenziato le criticità relative alla fase di approvazione dei progetti da parte degli enti locali e ha fatto sapere che procederà secondo le determinazioni che scaturiranno dalle conferenze di servizi. Se non si dovesse raggiungere l’intesa sul progetto in queste sedi – come appare ormai chiaro dato il fronte compatto per il no che coinvolge molti dei comuni interessati – la palla passerebbe al Consiglio dei ministri, cui spetterebbe l’ultima parola. Se dovesse confermare il parere negativo che si sta alzando dal territorio, si dovrebbero valutare soluzioni alternative, fino ad arrivare ad una riflessione sulla normativa stessa, il DM del 2000, che detta la linea sulla mitigazione acustica.
Soddisfatti gli amministratori comunali presenti al tavolo, alcuni dei quali, come i sindaci di Falconara e Mondolfo, Stefania Signorini e Nicola Barbieri, hanno anche assistito all’approvazione all’unanimità, in Consiglio regionale, della risoluzione che impegna il presidente e la giunta regionale a farsi «portavoce, in tutte le sedi competenti, delle decisioni assunte da ciascun Comune marchigiano costiero, interessato dagli interventi di risanamento acustico previsti dal Piano redatto da Rfi così come risulta dai rispettivi atti inviati alla giunta ed inoltre a promuovere e sostenere in ogni modo il rispetto delle prescrizioni contenute nell’intesa sul Piano degli interventi di contenimento dell’abbattimento del rumore espressa dalla Conferenza unificata del 1 luglio 2004». Un atto che ha sostituito le sette mozioni presentate sull’argomento dai consiglieri Carloni (Ap) – che ha portato in Aula il plastico del progetto per far comprendere l’impatto che avrebbe sul territorio – Rapa (Uniti per le Marche), Giancarli, Mastrovincenzo e Talè (Pd) e dal gruppo del Movimento 5 stelle.
Secondo il governatore Ceriscioli, si deve «tenere insieme il contrasto all’inquinamento acustico con la tutela della bellezza del paesaggio. Ci sono gli strumenti per poter abbattere il rumore, si tratta di spingere tutti verso questa soluzione. È necessaria una condivisione dei percorsi, anche nei tavoli della conferenza delle Regioni. Questo atto è un documento importante da presentare nei tavoli istituzionali per coinvolgere i parlamentari».
Per Giorgini (M5S) «Rfi non rispetta il Piano così come era stato definito nel 2000 dal ministero dell’Ambiente e i cittadini devono essere coinvolti nelle scelte», mentre per Giancarli «è giusto perseguire l’obiettivo di sostenibilità del trasporto, ma lo sono anche le ragioni paesaggistiche ed ambientali». Leonardi (FdI) ha puntato invece sulla «necessità di riaprire alla soluzione dell’arretramento della ferrovia».

(Ma. Mar.)

Barriere antirumore: istituzioni compatte per il no, ma sulle alternative non c’è accordo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X