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Barriere antirumore:
istituzioni compatte per il no,
ma sulle alternative non c’è accordo

FALCONARA – Il sindaco di Falconara sostiene l'arretramento della linea Adriatica: «È l'ipotesi più lungimirante», quello di Ancona bolla l'idea come «una bella utopia. I tecnici trovino alternativa concreta». Il dibattito, a cui hanno preso parte i parlamentari Fede (M5s) e Acquaroli (Fdi), i consiglieri regionali, e gli esponenti di molte amministrazioni coinvolte nel progetto, oltre a comitati e all'ordine degli architetti, durante la seduta fiume del Consiglio comunale, che ha bocciato la conformità urbanistica del progetto di mitigazione del rumore avanzato da Rfi
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Il fronte istituzionale, ad ogni livello, è compatto nella battaglia per dire no alla barriera antirumore di Rfi, alta fino a 7,5 metri e che correrebbe lungo la costa marchigiana, coinvolgendo 26 Comuni. Diverso il discorso sulle alternative da percorrere, che vede sul tavolo idee discordi. In primis, quelle opposte delle due sindache di Falconara ed Ancona, Stefania Signorini e Valeria Mancinelli, che per prime hanno chiamato a raccolta i colleghi coinvolti nel progetto, ma che scoprono lontane sul piano b. Mentre Signorini ha aperto all’ipotesi dell’arretramento della linea Adriatica (progetto formulato nel lontano 2004 dalla Provincia di Ancona), la prima cittadina dorica l’ha bollata come «una bella utopia». Il consiglio comunale aperto sul tema, ha visto oggi un’ampia partecipazione di esponenti della politica, compresi i parlamentari Giorgio Fede (Movimento 5 stelle) e Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia), e si è concluso con il parere negativo del Castello circa la conformità urbanistica del progetto – atto deliberativo richiesto dalla Regione -, votato all’unanimità e passato «grazie alla minoranza che ha garantito il numero legale», sottolineano le opposizioni. Assente Rfi, convocata però al tavolo di martedì a palazzo Raffaello, lo stesso giorno in cui approderanno in Consiglio regionale sei mozioni (l’ultima, depositata stamani dal M5s) per dire no al muro.
La seduta fiume è stata aperta dall’intervento della sindaca Signorini, che ha sottolineato come «il cantiere di 63 mesi che richiede la barriera impedirebbe in alcuni punti l’accesso al mare. Un’opera non può essere calata dall’alto senza considerare le ricadute sui territori, questa sarebbe una ferita indelebile». Visione quasi del tutto condivisa da Mancinelli (che ha lasciato l’incontro prima di intervenire per altri impegni istituzionali ed è stata sostituita dal suo vice Pierpaolo Sediari), salvo però discostarsi sull’ipotesi dell’arretramento ferroviario, «un bel sogno, ma non un’alternativa concreta. Se è tecnicamente ed economicamente fattibile, si può intervenire alla fonte del rumore, cioè sul materiale rotabile, altrimenti va cambiata la normativa: ce lo devono dire ministero e Rfi quali sono le alternative percorribili. Ancora ad Ancona − fa sapere – non è arrivata la richiesta di conformità urbanistica da parte della Regione perché siamo qualche step più indietro nell’iter rispetto a Falconara, ma quando arriverà, porteremo l’atto in Consiglio comunale per dare parere di non conformità».

Il senatore pentastellato Fede, membro della Commissione infrastrutture, porta invece buone notizie da Roma: facendo sapere che «c’è la volontà del ministero di dare seguito alle istanze dei cittadini che non vogliono il muro di Berlino, tenendo anche in considerazione i diritti degli altrettanti cittadini che chiedono l’abbattimento del rumore. Mi farò promotore con il governo – la promessa – per chiedere a Rfi di rivedere il progetto, prevedendo in alternativa interventi direttamente sulla fonte del rumore». Scendendo di un gradino la filiera istituzionale, pieno sostegno è arrivato anche da esponenti della Regione, più volte chiamata in causa con l’accusa di aver tenuto finora un atteggiamento troppo soft nella vicenda. «La risposta della Regione è stata immediata – controbatte il presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo – e sono state subito calendarizzate in Consiglio le sei mozioni sulla barriera, che arriveranno in Aula martedì, seguite dal tavolo con sindaci e Rfi». Dopo gli interventi dei consiglieri regionali pentastellati Maggi, Pergolesi e Giorgini, e del capogruppo leghista Zaffiri, tutti uniti nel fronte comune anti barriera, è stata la volta del presidente dell’Anci Marche e sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, dei sindaci di Mondolfo e Porto Recanati, e degli esponenti delle amministrazioni comunali di Porto Sant’Elpidio, Fano, Porto San Giorgio, San Benedetto del Tronto e Fermo. Lette anche le lettere di sostegno alla causa di Pesaro, Montemarciano e Potenza Picena. 

(Ma. Mar.)

(foto di Giusy Marinelli)

 

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