facebook rss

Morto carbonizzato mentre bruciava
sterpaglie: identità ancora da definire

ANCONA - Verrà probabilmente ufficializzata domani pomeriggio, quando all'obitorio di Torrette il professor Adriano Tagliabracci eseguirà gli accertamenti chiesti dalla procura per dare un nome alla vittima. Per gli inquirenti, si tratterebbe del proprietario 74enne della tenuta dove è avvenuta la tragedia
Print Friendly, PDF & Email

Uno dei punti dove si è scatenato il rogo

 

Morto carbonizzato mentre bruciava le sterpaglie in campagna, domani pomeriggio gli esami per ufficializzare l’identità della vittima. Si terranno all’istituto di Medicina Legale di Torrette e verranno eseguiti dal professor Adriano Tagliabracci, incaricato dalla procura di fugare ogni dubbio sulla paternità del corpo trovato sabato pomeriggio a poca distanza dalla tenuta agricola Ara Gaia, in contrada Convento, a Castel d’Emilio. Se gli accertamenti superficiali non dovessero essere sufficienti, si dovrà procedere con l’esame del dna estrapolato dal cadavere. Per la procura il corpo appartiene al proprietario del campo botanico dove è avvenuta la tragedia. Si tratterebbe di Cesare Ricchi, 74enne di Ancona. Stando alla ricostruzione della magistratura, sarebbe morto dopo aver dato fuoco ad alcune sterpaglie. L’incendio si sarebbe propagato a causa del forte vento che sabato ha soffiato su tutta la provincia, dando vita a delle fiamme indomabili. Sul caso, il pm Andrea Laurino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. E’ un’ipotesi di reato iscritta per prassi. Non ci sono infatti indagati e la dinamica della tragedia appare chiara agli occhi degli investigatori.

Tragedia in campagna, muore carbonizzato mentre brucia delle sterpaglie

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X